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5.000 animali morti perché chiusi in scatola: l’orrore in Cina

5.000 animali morti perché chiusi in scatola: l’orrore in Cina

Fonte immagine: Pexels

5.000 animali hanno perso la vita perché chiusi in scatole da spedizione: l'orrore in un centro di spedizione della Cina centrale.

5.000 animali sono stati rinvenuti senza vita all’interno di un centro di spedizione, poiché chiusi in scatole e privati di adeguato supporto. È questo il resoconto horror che proviene dalla Cina centrale, denunciato oggi dalle associazioni animaliste e ripreso da CBS.

Tra le specie coinvolte, conigli, porcellini d’India, criceti, cani, gatti e molti altri esemplari ancora. Gli animali erano stati chiusi in scatole dotate di fori per l’areazione, ma sarebbero stati privati di cibo e acqua.

Animali morti: esplode la polemica

I 5.000 esemplari sono stati trovati all’interno di un centro di spedizione della provincia Henan, una struttura che rifornisce regolarmente allevamenti e privati, come riferisce CBS. Il rinvenimento degli esemplari deceduti è stato reso possibile grazie alle attività di indagine dell’associazione di tutela Utopia, come confermano i fondatori:

Il centro era ricolmo di scatole da spedizione, con migliaia di animali già morti al loro interno. Il luogo rilasciava un forte odore di corpi in decomposizione. Un vero inferno. È ovvio siano morti per soffocamento, disidratazione e fame.

Secondo le ricostruzioni dell’associazione e delle autorità, gli animali sarebbero rimasti oltre una settimana senza cibo e acqua, prima di incontrare la morte. Circa 1.000 esemplari sono stati recuperati ancora in vita e immediatamente soccorsi, una cifra comunque esigua rispetto a quella che appare come una vera e propria ecatombe animale.

La piaga dell’acquisto online

Sebbene le leggi cinesi vietino la spedizione di animali vivi in classici pacchi da consegna, il mercato illegale – soprattutto online – è florido. Date le specie rinvenute, Utopia sospetta si tratti di quadrupedi venduti in Rete come animali da compagnia. A contribuire alla morte, vi sarebbero anche le difficoltà del corriere nella gestione delle consegne, essendosi trovato all’improvviso con migliaia di scatole contenenti animali vivi:

La mancanza di comunicazione all’interno dell’azienda di consegna, e l’errata implementazione delle normative sulle spedizioni, sono responsabili di questa tragedia. Ovviamente, sia i venditori che gli acquirenti hanno il loro peso di responsabilità.

Il fatto è preoccupante anche in termini di pandemia. Con la possibilità che nuovi virus compiano il salto di specie se ammassati in gran numero in gabbie non consone, appare difficile giustificare la spedizione postale:

Data la pandemia da COVID-19, è terrificante sapere che gli animali non solo siano morti, ma che vengano trasportati in quel modo. Adottate gli animali, non comprateli in modo illegale.

Fonte: CBS

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