Alimentare un dispositivo elettronico in movimento non è sempre facile e spesso comporta l’uso di carica batterie o, in alternativa, un notevole esborso per le batterie usa e getta. Sul mercato oggi esistono numerosi gadget che funzionano a energia fotovoltaica, spesso costosi, come gli smartphone con cover in cui sono inserirti microscopici pannelli.

Trasformare un dispositivo a batteria in uno caricabile tramite energia solare è quello che ha realizzato Sparkle Labs, un’azienda che opera coniugando tecnologia innovativa e artigianato, mettendo a punto un “solar hacking kit”.

solarmod hacking kit

Il kit SunMod, infatti, permette di convertire qualsiasi dispositivo che utilizzi batterie stilo o ministilo, in uno alimentato da pannelli fotovoltaici, permettendo all’utente di abbandonare l’uso dei classici caricabatteria.

Dotato di una cella solare flessibile da 4.8V e di connettori metallici pre-saldati, si “attacca” a tutti i dispositivi grazie al nastro bi-adesivo compreso nel kit, in modo da alimentare i piccoli dispositivi d’uso quotidiano.

Dai cellulari ai giocattoli, telecomandi, mouse e altoparlanti, SunMod è in grado di alimentare un apparecchio con un esborso minimo: il costo- del kit di 20 euro e un paio di batterie NiMH (accumulatore nichel-metallo idruro).

Un modo semplice e veloce per alimentare i dispositivi tecnologici, riducendo notevolmente i costi e l’inquinamento derivato dallo smaltimento delle batterie.

12 marzo 2014
I vostri commenti
Francesca Fiore, venerdì 14 marzo 2014 alle12:28 ha scritto: rispondi »

Salve, sono l'autrice dell'articolo, mi scuso per il refuso presente nel testo, che è stato poi corretto dalla redazione: naturalmente si trattava di V e non kW. Saluti Francesca Fiore

Marco, giovedì 13 marzo 2014 alle11:57 ha scritto: rispondi »

Ottima soluzione: attenzione però alle unità di misura! C' è forse una K di troppo? Attualmente quanto pubblicato nell' articolo mi sembra un po' improbabile: se fosse dotato di cella solare (modulo fotovoltaico o modulo a celle solari) in grado di erogare la potenza di 4,8 KW (o meglio 4,8 KWp, perché l' unità di misura della potenza per un modulo fotovoltaico non è il Watt, W, bensì il Watt di picco, Wp), da qualche centimetro quadrato di superficie esposta, avremmo soddisfatto tutti i nostri fabbisogni mondiali di energia elettrica. Quanto sopra perché 4,8 KWp è la potenza necessaria (solitamente da 1 KWp a 6KWp) per un impianto fotovoltaico adibito ad uso domestico in una civile abitazione e richiede una schieramento di moduli fotovoltaici, composti da celle solari, di circa 35 mq. (metri quadrati). Pertanto mi sembra più probabile che le celle solari flessibili in parola siano in grado di erogare una potenza di 4,8 Wp, cioè 1.000 volte inferiore a quella pubblicata di 4,8 KWp, che è comunque più che sufficiente alla carica delle pile ricaricabili.

Sebastiano Tringali, mercoledì 12 marzo 2014 alle22:43 ha scritto: rispondi »

4,8"KW",erogati da celle di pochi cm.q. possono alimentare anche il motore di un utilitaria. Auguri per l'invenzione e saluti.

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