L’appartenenza a un branco, anche solo il nucleo familiare, impone al cane le regole della socializzazione sin dalla più tenera età. Ruoli, rispetto e gerarchia sono subito immagazzinate dal cucciolo che impara a interagire velocemente con i suoi simili. L’ingresso in una famiglia, il branco umano, introduce un nuovo genere di interazioni e feedback: dalla comprensione degli spazi, all’assimilazione di orari e luoghi dove espletare i bisogni, questi anche all’interno della casa tramite la lettiera. L’età del cucciolo tra le 4 e le 12 settimane risulta essere il momento più importante per la comprensione legata alla socializzazione, percorso che avanza e cresce in sincrono con l’animale.

Ma l’adozione spesso può interessare anche cani non più giovanissimi e magari non completamente socializzati, perché vittime di abbandono e maltrattamenti. Esistono alcuni segnali precisi che possono indicare una scarsa integrazione: ad esempio l’animale si allontana se il padrone si avvicina oppure mostra un atteggiamento spaventato o aggressivo. Ma anche un comportamento nervoso e ansioso durante le passeggiate, a fronte di rumori, luoghi e suoni nuovi e per lui estranei. Fino a risultare particolarmente ostile o timoroso nei confronti di altri simili o umani estranei. Ma con un percorso di recupero e affiancamento l’animale potrà riprendere a socializzare e interagire correttamente.

Socializzazione del cane anziano, regole e trucchi

Per aiutare Fido nel percorso di apprendimento è bene condurlo presso un’area sgambo o parco con la presenza di altri cani, senza entrare direttamente nello spazio. Durante l’osservazione esterna degli animali, a ogni avvicinamento, risulterà utile fornire un croccantino al cane anziano così da associare la nuova presenza con un premio. Nel caso l’animale mostrasse tensione o rancore non riprendetelo con rabbia: allontanatevi lentamente con calma fino a quando non si sarà rasserenato. Se dovesse comparire un animale durante una passeggiata distraete Fido con un gioco o una crocchetta.

La socializzazione dovrà avvenire anche all’interno dell’ambito domestico cioè l’animale dovrà conoscere gradualmente e positivamente tutti i membri della famiglia. Meglio un approccio sereno, pacifico senza ansia. Consigliabile aggiungere nuove conoscenze in modo graduale, in particolare gli estranei, che andranno presentati di settimana in settimana con relativo premio commestibile e lode. Magari con il supporto di un educatore nei casi più complicati, che possa introdurlo alle regole e alla convivenza con simili e umani.

Per non accentuare l’ansia dell’animale, a fronte di una situazione stressante o relativamente spaventosa, è bene ignorare lo stesso o attirare l’attenzione preparando una prelibatezza. In questo caso il cane potrà abbandonare il rifugio dove si era nascosto, associando alla situazione la positività del premio.

Infine per garantire la giusta metodologia legata alla socializzazione del cane risulterà fondamentale affiancarlo in modo sereno, senza lasciarlo solo all’interno di un branco di cani – o persone – a lui sconosciuti. Controllando costantemente l’ambiente quindi gli input in arrivo, a fronte di un percorso di vita e un bagaglio personale sempre differente per ogni cane. E senza dimenticare come ogni quadrupede possieda un’indole e un carattere, oltre a preferenze personali, da tenere in considerazione durante la fase d’educazione alla socializzazione. Il cane è un essere senziente e, come tale, andrà considerato.

6 aprile 2015
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