Mare, sole e spiaggia sono spesso un connubio “classico” per le vacanze estive. A questa formula di base purtroppo possono aggiungersi alcune variabili decisamente poco gradite come ad esempio le impropriamente dette “punture di meduse“. La diffusione del veleno di questo animale avviene in effetti non tramite una vera e propria “puntura”, ma attraverso il contatto con i suoi tentacoli. Anche in questo caso sarà possibile ricorrere a veloci e pratici rimedi naturali per ridurre il fastidio e migliorare la situazione.

Come già visto trattando delle scottature o delle punture di zanzare, i rimedi naturali possono essere piuttosto efficaci nel trattare simili lesioni. Innanzitutto va però sfamato uno dei “miti” che accompagnano ogni discussione circa la soluzione migliore in questo caso: il ricorso all’urina non migliorerà la situazione. Lo ha affermato Joe Mullighan, portavoce per la Croce Rossa Britannica, in occasione dell’invasione di meduse che ha colpito parte delle coste del Regno Unito la scorsa estate:

Una puntura di medusa può essere estremamente dolorosa, ma cercare di trattarla con l’urina non migliorerà le cose. L’urina non ha la chimica giusta per risolvere il problema.

Due sono principalmente le soluzioni che la stessa Croce Rossa Britannica consiglia nel caso si sia vittime di una puntura di medusa, prima fra tutte l’acqua di mare. Un rimedio davvero semplice e assolutamente a portata di mano all’occorrenza. Basterà uscire dal mare, onde evitare un nuovo e irritante contatto e versare lentamente dell’acqua marina sulla parte interessata. Il fastidio con un po’ di pazienza passerà da solo.

Le seconda tecnica da utilizzare consiste nel versare sulla parte lesa dell’aceto bianco: grazie alla presenza di acido acetico ridurrà in breve tempo il dolore. Lo stesso aceto sarà utilissimo qualora siano rimasti alcuni tentacoli irritanti sulla pelle, limitando la diffusione del veleno in essi contenuto. Importante è poi non versare sulla parte lesa alcool o acqua dolce: quest’ultima potrebbe accelerare la diffusione delle sostanze tossiche e quindi provocare danni maggiori della semplice infiammazione locale.

9 agosto 2012
I vostri commenti
Roby, mercoledì 29 maggio 2013 alle8:20 ha scritto: rispondi »

Il mare è già morto, e manco dobbiamo cercare le cause.

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