I gatti sono dei veri e propri esploratori: non vi è angolo della casa, non è vi anfratto più insolito, che il felino domestico non conosca alla perfezione. E spesso e volentieri, l’animale non disdegna di trascorrere il suo tempo sotto al letto, al riparo dietro a un mobile, in un piccolo rifugio improvvisato della scarpiera. Per quale motivo, però, il gatto si nasconde?

Sono molte le ragioni che possono portare un gatto a nascondersi all’interno della sua abitazione, sia per semplice relax che per questioni più importanti. Di seguito, una carrellata dei comportamenti più comuni. È comunque indicato, in caso di situazioni sospette o particolarmente anomale, chiedere il parere del proprio veterinario di fiducia.

Dal gioco alla paura

Come già accennato, sono molte le ragioni che possono portare un gatto a nascondersi. La prima delle tante è la semplice curiosità: il felino, assecondando la sua natura di esploratore, scova tutti gli angoli della casa e ne prende possesso. In questi anfratti nascosti il micio si può rifugiare per starsene in completo relax, oppure per osservare il resto degli abitanti della casa da una posizione privilegiata. A volte, lo può fare anche per semplice gioco: a tutti sarà capitato di cercare a lungo il proprio quadrupede e, una volta trovato, vederlo spuntare da un angolo pronto a un innocuo attacco. Queste condizioni, di conseguenza, non devono essere motivo di preoccupazione: assecondano la normale natura dell’animale.

Non sempre, però, il gatto si nasconde per questioni assolutamente legittime, come la voglia di ritagliarsi uno spazio lontano dal caos quotidiano, l’inseguimento di una preda o il desiderio di giocare. Spesso, infatti, l’animale dimostra così la sua territorialità. Quando qualche elemento lo infastidisce, o l’esemplare si sente turbato o impaurito da qualche cambiamento nella casa, si nasconde in un impeto di autodifesa. È la situazione che di solito capita quando la famiglia accoglie un nuovo animale, come un cane o un altro gatto: il micio, una volta principe degli spazi domestici, si sente minacciato dal nuovo arrivo e preferirà giocare in difesa. E sarà così difficile convincerlo a spostarsi dal sotto il letto, farlo scendere da un alto armadio o riportarlo sul divano in salotto. Questa situazione può essere anche accompagnata, sebbene non sempre, da alcuni atteggiamenti aggressivi: soffi e graffi, ma anche miagolii insistenti e nervosi. Per ridurre paura, ansia e stress, bisogna progressivamente riabituare il felino all’ambiente. Una buona idea potrebbe essere quella di montare un percorso di mensole, dove l’animale potrà scrutare la sua mutata realtà dall’alto, prendendone pian piano confidenza. Quindi prevedere un avvicinamento progressivo con il nuovo animale, prima con una separazione in ambienti diversi, poi con l’avvicinamento mediato da grate e cancelli affinché i mici possano vedersi ma non entrare in diretto contatto fisico, infine l’incontro vero e proprio quando si sentiranno a loro agio.

Infine, Fufy può decidere di nascondersi per un problema fisico, come una patologia in corso. Di norma i gatti tendono a non manifestare all’esterno i loro disagi di salute: un’eredità innata della vita selvatica, dove dimostrarsi deboli può esporre al pericolo predatori. Se si notano delle mutate abitudini dell’animale – come un ridotto consumo di cibo e acqua, il mancato utilizzo della lettiera, una perdita immotivata di pelo e molto altro ancora – si rende necessaria una visita dal veterinario.

10 agosto 2015
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