Le patate sono uno degli ortaggi più apprezzati in cucina, poiché altamente versatili, adatte alle più svariate ricette, nonché impiegate per la preparazione di piatti sia dolci che salati. Come coltivarle autonomamente, in orto oppure in balcone?

Della patata esistono diverse varietà, che si differenziano per la grandezza del tubero nonché per il gusto. Esiste ad esempio la patata a pasta gialla, la più diffusa perché impiegata per le patatine fritte o per altre classiche ricette, ma anche a pasta bianca per purè e affini, novelle per i bolliti, a buccia rossa per preparazioni al cartoccio o al forno. La scelta fra queste dipende, ovviamente, dalle preferenze personali.

Cosa sapere prima di coltivare le patate

La Solanum tuberosum L, questo il nome scientifico, è una pianta erbacea della famiglia delle Solanaceae. Originaria del Sudamerica, è stata introdotta in Europa dai condottieri spagnoli nel 1570. Caratterizzata dalle tipiche foglie tonde e dal verde scuro, dell’ortaggio si consuma il suo tubero. Non è ancora ben chiaro come le popolazioni antiche di Perù, Bolivia e Messico abbiano scoperto il gusto e le proprietà di questi tuberi, anche se risulta probabile potessero inizialmente assumerli crudi. Anche in Europa vi fu una certa ritrosia al consumo, sia perché specie cresciuta sottoterra, sia per gli effetti dell’intossicazione da solanina dovuta a una conservazione non idonea. Oggi tutti questi problemi sono stati ovviamente superati e la patata è diffusa pressoché ovunque.

Il clima prediletto è quello mite, non eccessivamente caldo, meglio se adeguatamente arieggiato e sottoposto ai fenomeno atmosferici. Nel suo ciclo di vita, infatti, la patata ha bisogno di un apporto medio d’acqua, che assume principalmente con le precipitazioni. Il terreno è normalmente morbido, drenante per evitare i ristagni, nonché altamente fertilizzato. Oltre all’impiego di compost, che assicurerà al tubero tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno, il terriccio dovrà essere adeguatamente preparato. I campi di patate devono essere infatti ciclicamente zappati, per smuovere l’area superficiale e mescolarla agli strati più profondi, così che gli elementi fertilizzanti penetrino in profondità, dove il tubero stesso trova alloggio.

In genere i tuberi vengono inseriti nel terreno poco prima della fine dell’inverno o, al massimo, ai primi tepori della primavera. Il raccolto è qualche mese più tardi, dalla fine d’agosto, quando la parte esterna della pianta inizierà a ingiallire e seccare. Come già ricordato, l’annaffiatura dipende molto dalla zona in cui si vive: in aree con acquazzoni frequenti, non sarà necessario intervenire ulteriormente. In località spesso colpite da siccità, non si superano quasi mai le 7 ripetizioni mensili.

Coltivazione in giardino o in balcone

Le patate possono essere facilmente coltivate in orto oppure in balcone, purché ci si doti di un terriccio particolarmente fertile. Qualora fosse necessario ricorrere a piccoli spazi, sarà necessario utilizzare un vaso dalle corrette dimensioni: la profondità dovrà essere preferibilmente pari o superiore a 30 centimetri, mentre la circonferenza variabile a seconda del numero degli esemplari che si vogliono coltivare.

Sul fondo del contenitore sarà utile predisporre un fondo di cocci, ghiaia o palline d’argilla, per agevolare il deflusso dell’acqua ed evitare ristagni. Il terriccio dovrà quindi essere adeguatamente mescolato al compost, affinché le sostanze nutritive non siano concentrate unicamente in prossimità della superficie.

Sebbene la pianta produca dei semi, la coltivazione avviene quasi sempre per interramento del tubero, con esemplari d’acquisto oppure recuperati dal precedente raccolto. Quando la patata è di piccole dimensioni e presenta già dei germogli, può essere interrata senza altri interventi. Se di grandi dimensioni, invece, si procede al taglio e alla divisione, formando diverse parti da almeno due germogli ciascuna. I tuberi andranno interrati a una profondità di 10-15 centimetri, preferibilmente in file e separati l’un l’altro di una ventina di centimetri. Prima del raccolto, inoltre, si dovrà prestare elevata attenzione alla rimozione delle piante infestanti. Infine, estratti dal terreno, i tuberi dovranno essere lasciati al sole per garantirne l’asciugatura, così da prevenire problemi di conservazione.

1 febbraio 2015
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