Pannelli solari: orientamento a est e ovest meglio che a sud

Orientare i pannelli solari verso est e verso ovest, anziché verso sud, come si fa generalmente: secondo Ralph Gottschalg, professore della Loughborough University, questa sarebbe la soluzione per aumentarne la resa.

Massimizzare la produzione di energia elettrica dal sole è l’obiettivo dei ricercatori che, in tutto il mondo, sono impegnati a migliorare l’efficienza dei pannelli solari: solitamente, i pannelli solari sono orientati a sud, per assorbire la maggior quantità di luce possibile.

Gottschalg, a capo di un team che mira a fornire una risposta per alcuni problemi irrisolti riguardo alla produzione solare, spiega però che sono molti gli interventi da fare per permettere che i pannelli fotovoltaici sui tetti rendano al massimo: primo fra tutte, la posizione.

Secondo il professore, che ha spiegato l’idea in un’intervista radiofonica a Four Radio, sistemare i pannelli rivolgendoli a sud, creerebbe una serie di ombre dovute alla poca distanza dei pannelli circostanti: questo vale soprattutto per i grandi impianti, ma anche per i tetti.

Sistemarli invece in modo alternato, rivolti sia verso est che verso ovest, permetterebbe di tagliare l’ombra, pur posizionandoli molto vicini fra loro. Un singolo pannello, rivolto sia a est che a ovest, sarebbe l’ideale: in questo modo, gli spazi fra i pannelli sarebbero ridotti notevolmente e la produzione di energia massimizzata.

Non è solo una questione di quantità di luce solare in valore assoluto, ma anche di opportunità: i pannelli esposti a sud generano più elettricità nel pomeriggio, quando il sole è punto massimo. Ma, allo stesso tempo, questo avviene quando le famiglie sono al lavoro e non possono utilizzare tutta la potenza generata.

Gottschalg ammette che l’installazione suggerita è difficile da realizzare, a causa della forma dei tetti: ma invita il governo a mettere in campo sussidi e agevolazioni per i proprietari di grandi impianti che volessero modificare l’orientamento dei propri pannelli.

Per questo, oltre alla sistemazione dei pannelli, il professore suggerisce una serie di modifiche e azioni da intraprendere, per aumentare la resa dei pannelli ed evitare le dispersioni: lo stimolo all’utilizzo delle batterie, ad esempio, o l’immissione della quota extra sulla rete.

Anche la rete, conclude il professore, dovrebbe essere ammodernata con interventi mirati, per evitare interruzioni di energia o sovraccarichi impossibili da gestire.

29 luglio 2014
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I vostri commenti
dario, giovedì 30 agosto 2018 alle20:28 ha scritto: rispondi »

non sono un espertissimo, ma avendo fatto l'elettricista ho un pò di mistichezza sull'energia alternativa, difatti ho una baita in montagna dove ora uso la 220 data da un pannello ftvoltaico da 100 watt un eolico da 200wat 24 volt, uso un inverter cinese che dovrebbe essere 2000wat, un regolatore tensione cinese. L'impiantofunziona abbastanza bene, il proble ma sono le batterie ne ho due da 12v accoppiate in serie ma non sempre tengono la carica. cosa mi consigliate? Grazie

mario, martedì 29 settembre 2015 alle8:03 ha scritto: rispondi »

è da anni che installo gli impianti in questo sistema, non ci vogliono i professoroni universitari per capire queste cose. I professori facciano il loro mestiere e studino sulla ricerca invece di farsi pubblicità guardando i tetti su come sono installati i pannelli.

gianni, domenica 20 settembre 2015 alle8:04 ha scritto: rispondi »

Mha...questo è un altro in cerca di celebrita' che pur di far parlare di sé, asserisce un'eresia.

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