Marmellata fatta in casa

Non c’è niente di più confortante e rasserenante della produzione casalinga, in particolare se fuori piove e fa freddo. Mestoli di legno da girare, pentole da far bollire, borbottii e profumi caricano l’atmosfera di sapore. E tra le ricette più invitanti di sicuro c’è la produzione della marmellata fatta in casa. È bene specificare che solitamente il termine si riferisce a quella fatta esclusivamente con gli agrumi, per quanto riguarda il resto della frutta e della verdura si parla di confettura.

Morbida, saporita, tenera, invitante, da spalmare sul pane scaldato per la colazione, oppure da gustate sulle fette tostate e biscottate per una merenda con le amiche. È un rituale importante, immancabile, che riporta all’infanzia e ai sapori semplici. Per questo motivo la creazione casalinga acquista un valore e un’importanza maggiore. Se poi ci si rivolge a un acquisto etico e poco impattante, come la coltivazione della frutta biologica e la verdura a chilometro zero, la marmellata avrà un gusto quasi paradisiaco.

La produzione handmade svolge anche un ruolo aggregante, spesso il prodotto è creato in tandem con familiari e amici. E la creazione si completa, in molti casi, con barattoli e coperchi decorati con stoffe ed etichette particolari e uniche. Un progetto a 360° il quale garantisce un prodotto sano, buono, appagante e nutriente.

Strumenti utili e ingredienti

Per creare le marmellate in casa è importante munirsi di pochi, ma fondamentali, attrezzi. Le pentole prima di tutto che devono essere di acciaio inox, per una produzione abbondante procuratevene due piuttosto capienti. Nonostante il costo sono una certezza, anche per la cucina di tutti i giorni. Un imbuto di acciaio inossidabile, indispensabile per travasare il composto all’interno dei barattoli di vetro. L’ideale sarebbe quello di utilizzare un bricco di vetro resistente al calore, oppure di acciaio.

Per mescolare e amalgamare è indispensabile usare cucchiai di legno, mentre un mestolo forato in acciaio risulterà utile per rimuovere le bucce durante la cottura. Importanti anche la bilancia e il termometro per lo zucchero (o caramellometro), questo ultimo necessario per misurare il grado di concentrazione dello zucchero all’interno del composto in cottura e per garantire una consistenza perfetta.

Ma i veri protagonisti della procedimento di preparazione sono i barattoli di vetro per conserve, di qualsiasi formato ma inderogabilmente integri senza scheggiature e graffi. Ognuno dovrà possedere un coperchio in misura a chiusura ermetica, oppure bustine di plastica alimentare da chiudere con giri ben stretti di spago. Ogni barattolo di vetro dovrà essere precedentemente lavato, pulito, sterilizzato, asciugato e caldo al momento del travaso. Il calore della marmellata, a contatto con il vetro freddo, potrebbe favorirne la frantumazione. Per concludere il tutto: le etichette, da creare in casa o da comprare in cartoleria. L’importante è che siano adesive così da poter apporre sul vetro il nome con la data di produzione.

La ricetta

Per un’ottima marmellata e confettura è indispensabile procurarsi l’ingrediente principale, ovvero la frutta. Dovrà essere sana, profumata e magari di stagione, possibilmente acquistata da un contadino di zona oppure a chilometro zero. Dovrà essere locale, così da evitare trasporti inquinanti e lunghi depositi in magazzini, quindi priva di medicinali e pesticidi. La regola per un acquisto perfetto contempla anche una polpa soda, matura ma morbida al tatto.

Ogni ricetta casalinga possiede una propria regola riguardante i quantitativi e il tipo di zucchero da utilizzare, la presenza o meno della buccia durante la cottura, fino alle proporzioni di frutta da cuocere e il tipo di taglio da effettuare. Ogni esperta di marmellate potrà assicurarvi dell’esattezza della propria ricetta, ma la verità è che con la pratica personale si potrà raggiungere la perfezione.

Per preparare un’ottima marmellata di arance procuratevi: 1 chilo di arance, 800 gr di zucchero, 1 mela matura, acqua. Lavate accuratamente le arance quindi sbucciatele con un coltellino affilato, così da togliere più parte bianca possibile che rendere il gusto troppo amaro. Dividetele in spicchi che spelerete nuovamente dalle pellicine e dalle parti centrali. Tagliatele a pezzetti e pesatele, considerate 80 gr di zucchero per ogni 100 gr di arance. Versatele quindi nella pentola con lo zucchero, la mela sbucciata tagliata a cubetti, poca acqua e lasciate cuocere a fuoco lento. Mescolate così da sciogliere lo zucchero impedendo che caramelli, quindi lasciate bollire senza coperchio eliminando con il mestolo la schiuma che si formerà, le bucce e i semi residui.

Dopo 30 minuti frullate una parte della composta e versatela nuovamente nella pentola, quindi completate la bollitura che dovrà durare poco più di un’ora. Effettuate quindi la prova del piattino, versatevi un cucchiaino di marmellata e lasciate raffreddare. Se inclinandolo scivolerà velocemente dovrete prolungare la cottura, così da addensare maggiormente la marmellata. Quando sarà pronta versatela nei vasetti di vetro sterilizzati e leggermente riscaldati, quindi lasciateli raffreddare capovolti completamente coperti da un canovaccio da cucina.

Quando saranno freddi avvolgeteli singolarmente con tovaglioli di stoffa, quindi immergeteli in una pentola dai bordi alti e piena d’acqua fin sopra i coperchi. Lasciate bollire l’acqua e proseguite la cottura per circa 20 minuti. Spegnete, lasciate raffreddare in acqua, estraeteli e asciugateli, riponeteli in un luogo fresco, asciutto e in penombra.

La presenza della mela svolgerà il ruolo di pectina, cioè di gelificante naturale. Inoltre è indispensabile consumare la marmellata in tempi rapidi, vista l’assenza di conservanti e di dosi eccessive di zucchero. Come sempre è meglio conservare in frigorifero il barattolo aperto.

Decorazione, conservazione e consigli

Il prodotto casalingo è bene consumarlo entro 30 giorni dalla sua creazione, perché privo di additivi. La ricetta base si potrà utilizzare per realizzare la confettura di frutta e verdura di stagione, ad esempio pesche, more, albicocche, mele, fragole etc. Il quantitativo di zuccherò come indicato dovrà seguire la proporzione suggerita, ma se la frutta è altamente saporita e dolce è meglio diminuirne la presenza. Inoltre c’è chi preferisce lo zucchero di canna a quello bianco industriale, e chi sfrutta unicamente lo zucchero presente nel frutto. Chi cuoce il tutto in più tempi e chi misura la temperatura con il termometro. Ogni strategia è utile per perfezionare la tecnica.

Per personalizzare i vasetti è possibile rivestire il tappo con stoffe tagliate in misura, magari dipinte o ricamate. Fermate con un cordino o spago in tinta, dove applicare una biglietto con data e nome dell’autrice. Infine a completamento del tutto basterà fissare l’etichetta, da recuperare in commercio o da creare con le proprie mani. Cartoncino, biadesivo, oppure carta autoadesiva, pennarelli indelebili e qualche colore: tutto potrà servire per confezionare un gustoso prodotto totalmente handmade.

13 dicembre 2012
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