Probabilmente si tratta di dichiarazioni destinate a trascinarsi dietro alcune polemiche, cionondimeno, l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne è stato chiaro e netto: né il motore ad idrogeno, né quello elettrico sono tecnologie sufficientemente mature da meritare investimenti (economici e politici) importanti:

L’idrogeno per tanti anni ci è stato presentato come il rimedio per tutti i mali dell’ambiente. Per molto tempo il nostro settore è stato accusato di non compiere sforzi a sufficienza nello sviluppo di questa trazione alternativa. Può anche darsi che in un futuro, che personalmente vedo lontano, viaggeremo tutti a idrogeno. Ma fino a quando non troveremo una soluzione sostenibile allo stoccaggio, l’idrogeno resterà una pura illusione.

Sul motore elettrico, certamente argomento più caldo dell’idrogeno, l’uomo forte della Fiat non ha fatto mancare una punta di veleno verso politiche di incentivi troppo precipitose:

Il rischio è quello di spostare tutta l’enfasi dei regolamenti europei su questa unica tecnologia. La trazione elettrica può essere una delle più promettenti nel lungo termine, ma indirizzare tutto lo sforzo normativo nel promuovere questo tipo di trazione porterebbe solo ad un aumento dei costi, senza nessun beneficio immediato e concreto. Gli esperti internazionali concordano sul fatto che la quota di vetture elettriche non potrà superare il 5% del totale neppure tra dieci anni. Gli ostacoli ad un’ampia diffusione dell’elettrico sono ancora molti. Il prezzo è ancora troppo elevato, sia a causa dei bassi numeri di produzione sia a causa del costo della batteria

.

Ci sarebbe soltanto da chiedersi quanto rallenterebbero le ricerche per risolvere questi problemi tecnici senza gli incentivi statali, ma probabilmente Marchionne sta indirettamente sponsorizzando la politica ambientale messa in atto da Fiat con i suoi nuovi motori. e in questo senso fa sicuramente bene, dato che si tratta di risultati capaci di ridurre l’inquinamento migliorando le tecnologie già esistenti.

La verità, però, è che il motore elettrico ci mette di fronte alla possibilità di ripensare la mobilità urbana, magari mettendo in secondo piano le auto, in favore di mezzi “leggeri” come bici a pedalata assistita o motociclette “ibride”. E si tratta, ovviamente, di un’eventualità poco piacevole per la Fiat.

29 settembre 2010
I vostri commenti
Abelardozeta, sabato 19 febbraio 2011 alle12:00 ha scritto: rispondi »

mah! che dire....forse gli interessi del consumo del carburante fossile sono molto più interessanti che la salute del mondo (partendo dai nostri figli) io una piccola soluzione l'avrei: compro SOLO auto e moto per ora a gas ma nel prossimo futiro solo ibride alla faccia di questi signori che ci incantano con un sacco di balle.poi arrivano le domeniche a piedi....basterebbe detassare del bollo le auto a gas e ibride e dare un incentivo di X soldi per l'acquisto a tutti potremmo viaggiare senza inquinare troppo......ma le soluzioni semplici non piacciono ai produttori e distributori di petrolio. un saluto abelardo

maria, sabato 2 ottobre 2010 alle14:40 ha scritto: rispondi »

Non so cosa dice la legge, ma girando per la Sicilia ho notato che ogni qualvolta chiude uno stabilimento industriale, rimane a mò di ricordo tutto l'impianto , lasciando l'area occupata da capannoni e strutture che per essere dismesse necessitano di parecchio denaro.Se il signor Marchionne avesse l'obbligo di bonificare l'area che ha utilizzato la FIAT per i propri scopi a Termini Imerese, forse riterrebbe vantaggioso sfruttarlo in maniera alternativa,per esempio sperimentando modelli elettrici o con energie alternative

ziomaul, venerdì 1 ottobre 2010 alle0:17 ha scritto: rispondi »

Comunque qui una chicca FIAT: http://mondoelettrico.blogspot.com/2010/09/riusciranno-i-nostri-eroi-riconvertire.html Ciao

ziomaul, giovedì 30 settembre 2010 alle23:49 ha scritto: rispondi »

Caro @Ratamusa mi sa che colpisci sulla "piaga dolente". La FIAT non è mai stata brava (anzi pessima) sul settore delle auto elettriche, specialmente adesso che la Tesla usa la catena di montaggio della Lotus (pare che voglia comperarla e cedere la Lotus-F1 alla Toro-Rosso, per questo la Lotus si divide)rubando i clienti alla Ferrari e Maserati, vero che sono pochi clienti ma buoni visto le tirature di quelle supercar. Dunque da bocciare è Sergio Marchionne!!! Ciao

Ratamusa, giovedì 30 settembre 2010 alle10:05 ha scritto: rispondi »

Li boccia, immagino, perchè Lui (la Fiat), non li costruisce, non li vende, non ne ricava profitti e non ha nè la tecnologia enemmeno gli strumenti per farlo ad un prezzo ragionevole. Dalle mie parti si direbbe, in questo caso, che quanto dice assomiglia tanto al "...Vorreima non posso....". Poi, naturalmente, tutto può essere. Persino che abbia ragione...

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