I cambiamenti climatici farà aumentare la frequenza di inondazioni, siccità, tempeste, ondate di calore e altri eventi meteorologici estremi. La conferma arriva dai climatologi dell’IPPC (Intergovernmental Panel on Climate Change), il gruppo internazionale delle Nazioni Unite che studia il fenomeno del Climate Change.

L’allarme è contenuto nell’ultimo report speciale sui cambiamenti climatici pubblicato dall’IPPC, che contiene anche una serie di raccomandazioni ai governi su come limitare l’aumento dei gas serra e adattarsi ai nuovi fenomeni. In particolare, i modelli previsionali messi a punto dagli studiosi annunciano una maggiore frequenza di ondate di caldo eccezionale e di periodi di siccità.

La pubblicazione del rapporto appare quanto mai attuale, alla luce dei fenomeni meteo che hanno messo in ginocchio, negli ultimi mesi, diverse regioni del Pianeta. A cominciare dalle drammatiche inondazioni che hanno colpito la Thailandia, causando oltre 500 morti, oppure dalla siccità anomala con cui si è trovato a fare i conti lo stato americano del Texas. Non solo, purtroppo anche i gravi avvenimenti che hanno devastato Genova e la Liguria appena qualche settimana fa.

Fatti che, comunque, non sembrano scoraggiare gli scettici e i negazionisti, che ancora faticano ad ammettere l’esistenza di un problema climatico globale. Il loro atteggiamento, tuttavia, non sembra scoraggiare Rajendra Pachauri, presidente dell’IPCC, che si è detto preparato ad accogliere critiche e contestazioni. Una parte significativa dell’opinione pubblica e dei decisori politici, comunque, sembra ormai consapevole delle conseguenze del riscaldamento globale.

Questo rapporto dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme per quelli che credono che il cambiamento climatico sia un problema lontano, che riguarda “gli altri” – commenta Jake Schmidt, del Consiglio USA per la Difesa delle Risprse Naturali – Il documento dimostra che gli eventi meteorologici estremi sono ormai un problema del presente e che il riscaldamento globale determinerà eventi ancora più pericolosi in futuro.

Urge, dunque, una risposta politica al problema, come ha sottolineato anche la Croce Rossa Internazionale, osservando che i paesi più vulnerabili stanno già risentendo pesantemente degli effetti dei cambiamenti climatici.

Siamo impegnati a rispondere ai disastri in qualsiasi momento e ovunque si verifichino – ammette Maarten van Aalst, direttore del Centro Clima della Croce Rossa-Mezzaluna Rossa – e dobbiamo riconoscere che se il numero delle catastrofi continuerà ad aumentare, l’attuale modello che abbiamo per rispondere alle emergenze semplicemente impossibile da sostenere.

Un’emergenza che coinvolge anche le principali compagnie di assicurazione mondiali. Secondo Mark Way, del colosso assicurativo Swiss Re, tra il 1970 e il 1989 le compagnie avevano versato in media 5 miliardi di dollari all’anno su scala globale per risarcimenti legati a eventi climatici, mentre ora la cifra è salita a 27 miliardi l’anno. Il fenomeno, quindi, ha enormi implicazioni non soltanto ambientali e sociali, ma anche finanziarie. Basterà questo a convincere gli ultimi scettici?

18 novembre 2011
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