La tiroide del gatto può essere soggetta a patologie e malattie simili a quelle umane, ad esempio l’ipertiroidismo felino. Esattamente come per l’uomo, ma anche per il cane, a essere colpita è la ghiandola tiroidea che regola la produzione di ormoni. Questa è responsabile dei quantitativi di ormoni da immettere nel sangue, un sovradosaggio che incide sulle attività metaboliche. Tali ormoni prodotti dalla tiroide, tiroxina (T4) e triiodotironina (T3), se intaccati dalla patologia svolgono il loro ruolo in modo errato e confuso. Inoltre si occupa della calcitonina, grazie alle cellule C presenti nella ghiandola e responsabili della produzione. Questa è molto importante per il metabolismo del calcio.

L’ipertiroidismo è una malattia endocrina molto diffusa tra i gatti che, in percentuale, vengono maggiormente più colpiti rispetto ai cani. In particolare durante la fase più delicata della loro vita ovvero la terza età, quando Fufi appare più fragile e bisognoso di cure. Inoltre, pare che i gatti meticci siano più soggetti alla patologia rispetto a quelli di razza, con qualche predisposizione in più per Siamesi e Himalayani. Il decorso della malattia è differente per ogni felino ma i sintomi possono evolversi molto rapidamente, se non curata può risultare letale.

Cause e sintomi dell’ipertiroidismo

Tra le cause e le motivazioni principali che possono condurre all’ipertiroidismo troviamo la formazioni di tumori e iperplasie, spesso di natura benigna. Ma a favorire il tutto anche una combinazione di fattori esterni come una vita totalmente casalinga, l’assunzione di cibi di produzione industriale magari a base di pesce e fegato. L’eccessiva presenza di iodio negli alimenti impatta negativamente sulla salute dei gatti, ma un’altra componente essenziale è l’età. Spesso la malattia viene diagnosticata ai gatti anziani, con età media intorno ai 13 anni.

I sintomi giungono solo in un secondo momento, infatti il gatto all’inizio appare tranquillo e sano. Successivamente subentra l’ipertensione, quindi un forte aumento dell’appetito con relativa diminuzione drastica di peso. A seguire problemi gastrointestinali e respiratori, aumento della sete e della minzione, con ghiandola tiroidea molto ingrossata, una forte stanchezza e spossatezza che il proprietario lega all’età. Come la perdita di pelo e lo stato dello stesso, che appare sfibrato e trascurato. Spesso il gatto ricerca un luogo fresco dove combattere la sua eccessiva intolleranza al calore, quindi dimostra nervosismo, irritabilità e qualche volta anche aggressività. Se non curato adeguatamente, il gatto potrà dimagrire in modo drastico, con sguardo fisso, apatico e la malattia volgere al peggio.

Cure e rimedi

Dopo un’esame approfondito il veterinario potrà riscontrare una forte aritmia cardiaca, eventualmente anche la zona tiroidea ingrossata alla palpazione. Solitamente per escludere altre malattie il medico procederà effettuando esami del sangue approfonditi, seguiti da radiografie toraciche ed eventualmente elettrocardiogramma e/o ecocardiogramma. Controlli utili per valutare la dimensione del cuore e la presenza di aritmie. Nei casi più seri, con sospetta presenza di tumore, il veterinario può richiedere l’esame della scintigrafia. Questa si effettua solo tramite anestesia totale con liquido di contrasto, il procedimento richiede un secondo giorno di ricovero e controllo per attendere che la radioattività scenda sotto i valori limite. La terapia serve a riequilibrare i valori ormonali e può essere di tipo farmacologico, chirurgica in caso di neoplasie, quindi tramite terapia con iodio radioattivo.

9 ottobre 2014
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