I proprietari di gatti potranno di certo confermarlo: i felini domestici si caratterizzano per un palato capriccioso, tanto da rifiutare anche il più pregiato dei pasti qualora non fosse di loro gradimento. Per anni gli esperti si sono interrogati per scoprire le ragioni di questa singolare caratteristica, un’attenzione estrema all’alimentazione, senza però giungere a una precisa risposta. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science, tuttavia, si propone di superare questo ostacolo, introducendo un’interessante evidenza: per loro natura, i gatti sarebbero particolarmente attenti alle qualità nutritive dei cibi.

Negli anni sono state condotte le più svariate ricerche per comprendere le ragioni che portano i gatti a essere decisamente esigenti in fatto di alimentazione. Non è stato però possibile determinare alcuna differenza tra l’odore delle pietanze proposte, il gusto, addirittura la consistenza al palato del pasto per loro preparato. Il nuovo studio, pubblicato questa settimana, ha però svelato l’arcano: non sono questi fattori a orientare la scelta del felino, bensì i principi nutritivi di cui può sentire di avere bisogno in ogni determinato periodo della sua esistenza.

I ricercatori, sia inglesi che australiani, hanno consegnato a un gruppo di gatti cinque cibi dal sapore diverso, per diverse settimane di fila. Gli alimenti sono stati divisi in golosità per felini, quali la carne e il pesce, e cibi invece da loro non graditi, quali gli agrumi. Dallo studio, è emerso come inizialmente il gatto scelga il pasto in base al gusto ma, dopo la prima esposizione, è in grado di apprendere le proprietà nutrizionali dell’alimento, basando le decisioni successive in base a tali proprietà. In particolare, sembra che i gatti siano in grado di bilanciare l’apporto di proteine e grassi necessari a livello quotidiano, indipendentemente dal sapore di quanto ingerito.

Nel dettaglio, sembra che i felini apprezzino un rapporto 1 a 0.4 tra proteine e grassi, quindi con quasi una divisione al 50% fra queste due categorie nutritive. Di tanto in tanto possono poi concedersi delle pietanze giusto per appagare il gusto, ma nel lungo periodo tutti sembrano adattarsi spontaneamente alla dieta più equilibrata fra quelle proposte, lasciando il sapore in secondo piano. Questo non vuol dire, tuttavia, che i quadrupedi di casa possano essere lasciati liberi di regolare autonomamente i loro pasti quotidiani. Gli esemplari domestici, soprattutto se sterilizzati, tendono infatti ad accumulare più peso del dovuto.

23 giugno 2016
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