Fukushima, precipita la situazione. Radiazioni anche a Tokyo

Venticinque anni dopo la tragedia di Chernobyl il pianeta torna a vivere un nuovo incubo nucleare. A nulla sono valse le rassicurazioni delle autorità giapponesi che, subito dopo il terremoto e lo tsunami che lo scorso venerdì hanno coinvolto il paese, avevano cercato di tranquillizzare la popolazione sullo stato della centrale di Fukushima. Ieri si sono registrate nuove esplosioni e, nella notte, un incendio è divampato nell’area del reattore numero 4, portando a una brusca impennata nel livello di radiazioni della zona circostante.

L’ambasciata francese sul posto ha avvertito, intorno alle 2.00 (ora italiana) che un vento a basso livello di radiazioni potrebbe raggiungere Tokyo a breve, invitando gli abitanti a non lasciare le proprie case e a far un utilizzo attento dell’energia elettrica. In molti, riportano gli inviati sul posto, hanno preso d’assalto i negozi per assicurarsi scorte di cibo e acqua. A Maebashi, 100 Km a nord della capitale, la strumentazione segna già picchi di radiazioni dieci volte superiori alla norma.

Nel frattempo le autorità cinesi hanno annunciato l’intenzione di rafforzare il monitoraggio della situazione all’interno del proprio territorio e ha chiesto alla compagnia aerea di bandiera, la Air China, di cancellare tutti i voli per Tokyo in programma. Piani di evacuazione sono al vaglio anche per lo staff delle ambasciate straniere, per i turisti ancora presenti e per i dipendenti esteri delle aziende.

Sale anche il numero delle vittime accertate. Ora si parla di 6.400 persone che hanno perso la vita a causa dello tsunami dei giorni scorsi, mentre sarebbero 600.000 quelle in fuga dalla zona di Fukushima, in condizioni precarie, senza cibo, acqua e medicinali, a causa della mancanza di soccorritori.

15 marzo 2011
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