La Germania ha intenzione di procedere con la sua rivoluzione energetica. Abbandonato il nucleare, confermati gli incentivi fotovoltaici fino alla potenza totale di 52 GW, ora si pensa agli accumuli di energia. Alle batterie per immagazzinare l’energia elettrica prodotta dai piccoli impianti fotovoltaici domestici.

Il ministro dell’Ambiente, Pete Altmaier, ha già promesso incentivi per le batterie per un valore di 50 milioni di euro. Non sono moltissimi, è vero, ma siamo ancora nella fase sperimentale di questa tecnologia. Una cosa è applicare le batterie ai grandi parchi fotovoltaici o eolici e gestire i flussi di energia in modo centralizzato, un’altra è diffondere piccoli accumuli decentralizzati sul territorio.

Secondo il giornale Frankfurter Rundschau i nuovi incentivi arriveranno entro aprile di quest’anno. Quindi tra pochissimo. Saranno sotto forma di finanziamenti agevolati e garantiti dalla banca KfW. Si tratta di una banca di proprietà statale, fondata nel 1948 come strumento operativo del noto Piano Marshall per la ricostruzione dell’Europa post bellica.

Da qualche anno è il braccio operativo finanziario del Governo per le politiche di transizione energetica: attualmente finanzia lo sviluppo dell’eolico offshore, il solare fotovoltaico e il risparmio energetico. Offre i suoi servizi sia alle grandi aziende che ai comuni cittadini. Nel 2009 il 54% delle turbine eoliche costruite in Germania sono state finanziate da KfW, così come il 43% di tutti gli impianti rinnovabili. Nel solo 2010 KfW ha finanziato 8,8 miliardi di euro di investimenti nella ristrutturazione energetica di quasi 430 mila case tedesche.

Ora finanzierà l’acquisto delle batterie domestiche per accumulare l’energia fotovoltaica. Per un accumulo di 4,6 KWh si stimano costi intorno ai 13 mila euro. Il dubbio di molti detrattori del progetto è che con gli accumuli si ripeta il fenomeno già visto per i pannelli solari: soldi tedeschi che finanziano prodotti cinesi.

Molti produttori di energia made in Germany, come SolarWorld o il gigante RWE, hanno a catalogo dei sistemi di accumulo che potrebbero essere incentivati dal Governo. Ma la gran parte della produzione di batterie è attualmente concentrata nel solito sud est asiatico.

Secondo le prime indiscrezioni, però, il sistema di incentivi per le batterie messo a punto dal Governo tedesco non prevede alcun meccanismo di preferenza per i prodotti nazionali. Niente di simile, per capirci, al noto bonus UE per i pannelli fotovoltaici che abbiamo in Italia.

Sempre guardando all’Italia, però, come non paragonare la lungimiranza tedesca alla vista corta italiana: noi tagliamo gli incentivi alle rinnovabili e li riempiamo di burocrazia, loro incentivano anche gli accumuli. Da noi gli accumuli sono un progetto sperimentale di Terna (al momento appena 12 MW, con obbiettivo finale eventuale da 240 MW), focalizzato sui grandi impianti eolici, da loro saranno in mano ai singoli cittadini che riceveranno aiuto pubblico per installare piccole batterie.

>> Leggi le sperimentazioni di Terna sui sistemi di accumulo

In tutto questo, qualcuno si ricorda che i sistemi di accumulo varranno oltre 4 miliardi di euro nel 2020?

Fonti: Frankfurter Rundschau, PV-Magazine

17 gennaio 2013
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I vostri commenti
Mauro, giovedì 29 ottobre 2015 alle13:03 ha scritto: rispondi »

Ciao, a parte la polemica del chiedermi come mai in Italia si stia ancora perdendo tempo a far entrare le batterie prodotte all'estero, per accumulare l'energia prodotta dai pannelli e non consumata o quella accumulata di notte, ma si sa che non è facile togliere il boccone dalla bocca dei soliti potenti dell'energia, mi chiedo come sia motivabile il prezzo indicativo di 13.000€ per una batteria che accumula 4,6 kw, che ho appena letto nell'articolo sopra, contro i 3000/3500 dollari per una batteria Tesla da 7 o 10 kw. Boh?! Sono un po' schifato e sto aspettando che aprano le frontiere a queste batterie che fanno solo bene alle tasche dei consumatori e all'ambiente..speriamo.

Arturo, sabato 19 gennaio 2013 alle13:33 ha scritto: rispondi »

la DBM Energy tedesca è già qualche anno che ha in produzione sistemi di stoccaggio di energia elettrica con batterie ad hoc con le sue batterie kolibrì da 10 KWh a 5MWh

lui la plume, venerdì 18 gennaio 2013 alle10:45 ha scritto: rispondi »

Ma servono i governi nazionali? Da quando il Governo attuale si e' dimesso lo spread e' sceso ....... Talvolta meno si fa' e meno danni si combinano.

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