Affrontare in una volta sola tutte le proprietà della Canapa può essere difficoltoso, unicamente per il fatto che sono davvero moltissime. Ma dare uno sguardo d’insieme appare doveroso per rendere merito a questa pianta straordinaria.

La Canapa (Cannabis Sativa L.) è una pianta originaria dell’Asia Centrale. Il suo utilizzo si può far risalire ad un’epoca precedente al 1000 a.C. Le sue proprietà terapeutiche e ludiche sembra fossero conosciute fin dall’antichità, dai popoli di India, Cina, Medio Oriente e Asia Sud-Orientale. In Europa la sua diffusione aumenta a partire dal primo secolo d.C.
In Italia c’è stata una lunga tradizione nella coltivazione della Canapa e fino agli anni ’50 siamo stati grandi produttori di questa specie, secondi solo all’allora Unione Sovietica.

Verso la fine degli anni ’30 però, partì dagli Stati Uniti una campagna di demonizzazione e con il Marijuana Tax Act, venne proibito il suo utilizzo negli USA, con influenze catastrofiche anche nel resto del mondo, arrivando a far quasi scomparire le sue coltivazioni.

Ma capiamo perché questa è una pianta che merita di essere riscoperta:

Proprietà della Canapa

Utilizzi

  • Alimentazione – I semi della Canapa, consumati così o trasformati in olio e farine, possono essere utilizzati per l’alimentazione umana e animale. I fusti e le foglie sminuzzati, per l’elevata quantità di fibre, sono adatti all’alimentazione di ruminanti e cavalli. Le proprietà dei semi sono state riconosciute dal Ministero della Salute con una Circolare in data 22 maggio 2009. Privi di THC, sono infatti ricchi di omega 6 ed omega 3 e si prestano bene all’alimentazione vegana e vegetariana in quanto ricchi di proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile.
  • Tessuti – Uno dei suoi più antichi utilizzi: le stoffe che si ottengono dalla Canapa sono morbide, fresche in estate e calde d’inverno, assorbono l’umidità dal corpo e la rilasciano all’esterno, sono molto resistenti e hanno la caratteristica particolare di assorbire i raggi infrarossi e UVA fino al 95% e di schermare dalle radiazioni di campi elettrostatici ed elettromagnetici. È inoltre un tessuto naturale, che non ha cioè subito alcun tipo di lavorazione chimica.
  • Carta – Fino alla fine del 1800 dal 75 al 90% della carta era realizzato dalla Canapa, attraverso il riciclo degli stracci. La carta di Canapa ha una durata elevatissima. La polpa di questa pianta utilizzata per produrre la carta, è inoltre più morbida e chiara di quella da legno, per cui non richiede il trattamento con gli acidi tossici che sono previsti invece nella produzione tradizionale.
  • Carburanti – La materia secca può essere trasformata in carbonella, metanolo, metano o benzina, attraverso il processo di “pirolisi”, o distillazione frazionata, usato anche dagli antichi Egizi. È un processo che risulta più efficiente, in termini di rapporto tra resa e quantità di materia di partenza, del normale processamento attuato per la trasformazione di combustibili fossili e carbone.
  • Edilizia – Ci sono tracce di utilizzo per le costruzioni, con fibre di Canapa e calce idraulica, fin dal 500 d.C. in Francia. Questo mix viene ancora utilizzato per la sua resistenza, ma ha notevoli proprietà anche di isolamento termico, risparmio energetico, isolamento acustico e resistenza antincendio. Combinando poi la sua fibra con quella del legno, si ottengono dei pannelli adatti anche all’arredamento e al design.
  • Pacciamatura e lettiera – Il fusto o il canapulo (parte legnosa dello stelo) possono anche essere sminuzzati e utilizzati per la copertura del terreno attorno alle piante in agricoltura o giardinaggio e come lettiera per gli animali, tutta naturale e quindi poi compostabile.
  • Cordame – Fino agli ’30 venivano fabbricate corde, funi, reti, ma anche finimenti per animali da soma e da tiro.
  • Bonifiche – La Canapa è una pianta che potrebbe rappresentare un modo economico per bonificare terreni contaminati da alcuni metalli pesanti e particolari composti inquinanti. È tra l’altro facile da coltivare e si adatta a diversi tipi di terreni e climi. Potrebbe quindi, utilizzata per scopi non alimentari, svolgere una funzione di fitoestrazione e fitostabilizzazione.
  • Plastica – La plastica più green che conosciamo è il Mater-Bi, ma molti non sanno che anche con cellulosa di Canapa si possono produrre plastiche resistentissime. Basti pensare che nel 1941 Henry Ford vi aveva realizzato un’auto (con l’utilizzo anche di soia, grano, lino e ramiè) leggera e resistente. Ancora adesso alcune componenti di particolari tipi di automobili, sono realizzati con questo materiale.
  • Medicinale-rituale – I fiori di Canapa contengono flavonoidi, terpenoidi, terpeni, cannabinoidi (tra cui CBD e THC). Le proprietà legate a questi componenti sono sfruttate da centinaia, se non migliaia di anni, soprattutto per usi cerimoniali, magici, misterici e in tempi più recenti anche a scopo “ricreativo”. Gli studi sulla chimica e la fisiologia di questi composti sono abbastanza recenti, ma avrebbero già individuato per il cannabidiolo (CBD), privo di attività psicoattiva, il potere di modulare l’azione del THC con probabile attività ansiolitica, anti-convulsivante e anti-infiammatoria. È stata approvata in luglio all’unanimità, dal consiglio regionale della regione Puglia, tra le più aperte in termini di sperimentazione terapeutica della Cannabis, una legge regionale che consente l’avvio di progetti pilota per la sperimentazione, e quindi la produzione in loco del preparato che fino ad ora era stato acquistato dalla Regione, in Olanda.

Tutto ciò ci fa capire che le motivazioni che hanno portato alla riduzione delle sue piantagioni, fino a quasi alla scomparsa, nell’ultimo secolo, non possono essere state di certo di natura funzionale. La Canapa è sicuramente una risorsa fondamentale che potrebbe creare una svolta sia per avere degli strumenti in più contro la crisi, che per ovviare ai gravi problemi di carenza di risorse e di pesante inquinamento che presto saremmo costretti ad affrontare con urgenza.

28 agosto 2014
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I vostri commenti
Anna Maria, mercoledì 17 febbraio 2016 alle20:25 ha scritto: rispondi »

In Natura ci sono erbe commestibili, curative ed entrambe le cose! Da tempo incalcolabile fino alla "scoperta" dei farmaci di sintesi, gli esseri umani si sono curati con le piante, efficacemente! Certo, l'industria farmaceutica andrebbe in perdita se le persone guarissero con farmaci naturali e senza effetti collaterali che necessitano di altri medicinali!

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