Il bagno non è sempre sinonimo di igiene e di rispetto dell’ambiente. Una delle stanze della casa più frequentate, il simbolo della cura per sé stessi, è infatti anche il nido delle pessime pratiche: dalla scarsa pulizia degli strumenti allo spreco di acqua e detergenti, se si vuole cambiare il proprio stile di vita è obbligatorio passare per il lavello. Quali sono gli errori più comuni e le possibili soluzioni?

Alcune idee possono sembrare scontate nella loro semplicità – ad esempio, chiudere il rubinetto quando ci si insapona – altre sono ben più subdole e non sempre così evidenti. Di seguito, la lista:

    1. Spazzolino e WC: lo spazzolino non è solo amico dei denti, ma anche dei batteri. Secondo una ricerca dell’Università di Harvard, ogni volta che si tira lo sciacquone i microorganismi nocivi contenuti nella tazza possono essere nebulizzati fino a 1,8 metri di distanza. E pare che non sia rado trovarli depositati sullo spazzolino, strumento a contatto con le mucose della bocca: meglio conservarlo in un armadietto anziché nel canonico bicchiere;
    2. Salviette: la salvietta è un vero e proprio ricettacolo di batteri e sostanze dannose, soprattutto quando riutilizzata di continuo. Questo perché le fibre trattengono lo sporco, facendolo penetrare a fondo. Il consiglio è quello di non utilizzare accappatoi e salviette per i capelli più di due volte consecutive, mentre per gli asciugamani si può essere più laschi, anche per la frequenza con cui le mani vengono lavate;
    3. Spugne naturali: le spugne naturali in luffa andrebbero cambiate ogni tre settimane perché, a differenza di quelle sintetiche, sono più inclini a sviluppare batteri e conseguenti infezioni della pelle. Sul Journal Of Clinical Microbiology si legge come la Pseudomonas aeruginosa cresca sulla luffa in meno di 24 ore dall’uso;
    4. Mani: quando ci si lava le mani, si dovrebbe rispettare la regola dei 30 secondi, così come ricorda il Centre For Disease Control. Solo insaponandosi a lungo si ha la certezza che virus e batteri siano perfettamente eliminati, soprattutto in inverno con raffreddore e influenza in agguato;
    5. Tenda della doccia: chi possiede una vasca con doccia integrata, ha nella tendina l’unica soluzione per non spargere acqua in tutto il bagno. La parte in eccesso viene lasciata a penzoloni all’interno della vasca o direttamente sul pavimento, ma non c’è nulla di più sbagliato: così raccoglierà polvere, acari e batteri dal terreno. La si tagli, perciò, all’altezza desiderata;
  1. Piedi nudi: uno studio condotto da Charles Gerba per ABC News svela come sul pavimento del bagno vivano 2 milioni di batteri per ogni cinque centimetri quadrati. È sempre meglio, di conseguenza, non camminare mai a piedi nudi in questa stanza;
  2. Panni e strofinacci: il Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti da tempo invita a non utilizzare gli stessi strumenti di pulizia per tutte le superfici del bagno. Non basta risciacquare a fondo un panno: lo stesso scelto per lo specchio sopra il lavello non può essere usato anche per la tazza del WC. È una delle principali ragioni, questa, per cui i batteri fecali vengono rinvenuti sul 99% della superficie del bagno, anche dove non dovrebbero in realtà esserci;
  3. Detergenti troppo aggressivi: si pensa che per igienizzare lavello e bidet sia necessario procedere con le maniere forti, magari con litri di candeggina o con gel irritanti per sciogliere uno scarico bloccato. Attenzione, però: sebbene effettivamente eliminino i batteri, le esalazioni sono dannose per la salute e, non ultimo, l’utilizzo è altamente sconsigliato per il rispetto dell’ambiente;
  4. Shampoo: l’uso eccessivo dello shampoo non è dannoso solo per l’ambiente, ma anche per la salute del cuoio capelluto: abbondare nelle dosi elimina i naturali grassi della pelle, che sono a protezione del follicolo. Esclusi i casi patologici di sudorazione eccessiva, seborrea o altre disfunzioni – in cui il lavaggio quotidiano potrebbe essere di giovamento – è meglio lavare i capelli solo quando serve;
  5. WC e carta igienica: anche il modo con cui si espletano i propri bisogni fisiologici è importante. Così come Bockus Gastroenterology ricorda, una delle principali pubblicazioni mediche degli Stati Uniti, è consigliabile sollevare i piedi di qualche centimetro quando si defeca. In questo modo, il colon si allinea ed è molto più semplice eseguire l’operazione, senza il rischio emorroidi o ragadi: per farlo, basta appoggiare solamente la punta del piede o utilizzare due guide telefoniche di supporto. Inoltre, è importante anche come ci si pulisce: il movimento con la carta igienica deve avvenire sempre in direzione della schiena procedendo verso l’esterno e non viceversa, per evitare di facilitare la colonizzazione di batteri fecali in zona genitali.

28 gennaio 2014
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