L’olfatto è uno dei cinque sensi più sviluppati nel regno animale, utile per analizzare l’ambiente che li circonda così da affrontarlo nel modo migliore. Questa predisposizione a recepire in modo marcato le molecole e gli elementi volatili presenti nell’aria differenzia gli animali dall’uomo: quest’ultimo infatti affida la conoscenza del mondo circostante allo sguardo. Gli animali utilizzano l’olfatto come arma principale per attività come la caccia oppure per la localizzazione di simili e membri appartenenti allo stesso branco, avversari, predatori e anche esemplari di sesso opposto quindi papabili partner. Ogni specie possiede una tipologia d’olfatto differente, caratterizzata dalla collocazione dei ricettori quindi del loro sviluppo.

A sorpresa gli elefanti africani risultano essere gli animali con l’olfatto più sviluppato, cinque volte più dell’uomo e il doppio rispetto ai cani. Questi enormi esemplari sono in grado di intercettare la presenza di tribù e branchi avversari nei paraggi, così da decidere velocemente per un’eventuale fuga. Per quanto riguarda il mondo acquatico, lo squalo è in grado di interpretare perfettamente il concetto di olfatto sviluppato, grazie alle narici poste sul lato inferiore del suo muso appuntito. Queste non vengono ovviamente utilizzate per la respirazione ma per individuare la presenza di prede appetibili, inoltre è in grado di intercettare il sangue anche a lunghe distanze.

L’albatros invece rappresenta adeguatamente il significato d’olfatto sviluppatissimo, l’uccello marino, dall’incredibile apertura alare, è in grado di intercettare la presenza di pesce e di cibo a ben 20 chilometri di distanza. I serpenti invece utilizzano equamente sia narici che lingua, la combinazione dei due elementi permette di recepire le informazioni dell’ambiente circostante. Quando il rettile srotola la lingua verso l’esterno cattura con essa le particelle presenti nell’aria, questo meccanismo attiva un procedimento a catena con l’invio di informazioni verso il cervello. In questo modo sarà in grado di comprende se nei paraggi è presente una preda da catturare.

I topi possiedo una capacità olfattiva molto forte, ma non si può dire la stessa cosa della loro variante albina, molto meno reattiva nei confronti di odori forti, fastidiosi oppure se nei paraggi è presente un esemplare femmina in calore. Il naso dei topi classici possiede migliaia di ricettori differenti che consente loro di individuare profumi classici ma anche forti e particolari, tra questi quelli chimici che possono anticipare un cambio atmosferico oppure emozionale. Il roditore possiede un secondo organo legato all’olfatto chiamato vomeronasale, o VNO, collocato nella zona più bassa della cavità nasale nei pressi del setto. Alcune delle molecole assorbite attraverso il naso vengono analizzate anche dal VNO in grado di analizzare i feromoni.

Il cavallo utilizza l’olfatto per captare le situazioni di pericolo, il panda invece analizza ciò che accade a chilometri di distanza e il gatto controlla i dati dei suoi simili, quindi la qualità del cibo e di eventuali pericoli. I piccioni lo utilizzano come una sorta di GPS per creare una mappa virtuale e orientarsi durante i viaggi, mentre le lucertole emulano i cugini serpenti utilizzando la lingua per odorare. Tra gli animali con l’olfatto sviluppato impossibile non includere i cani, grazie ai loro 220 milioni di recettori presenti nel naso, con cui individuano presenze, cibo e odori ancora lontani. Proprio grazie a questa incredibile capacità da tempo vengono impiegati in campo medico e scientifico, per intercettare la presenza di malattie e anticipare crisi glicemiche ed epilettiche.

12 gennaio 2015
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