Greenstyle Ambiente Animali L’uomo mangia 7.000 animali durante la sua vita

L’uomo mangia 7.000 animali durante la sua vita

In Inghilterra il consumo di proteine animali raggiunge cifre senza pari, prima di aver raggiunto gli 80 anni un inglese non vegetariano mangia 7000 capi.

L’uomo mangia 7.000 animali durante la sua vita

Sono circa 7.000 gli animali che l’uomo assume durante l’intera vita: 11 mucche, 27 maiali, 2.400 polli, 80 tacchini e 30 pecore. Questa è una media e una statistica che riguarda in particolare la popolazione inglese, ma in generale la cifra può aumentare se si considera il pesce, i crostacei, i conigli e i molluschi, ovvero circa 4.500. Un numero allarmante che sfiora i 7.500 totali di proteine animali, con la presenza preoccupante della carne rossa piuttosto incisiva sulla salute del cuore e delle coronarie umane.

A stimare la quantità di animali assunti prima degli 80 anni è stata Vegetarian Calculator, una campagna tutta inglese che sprona ad assumere meno proteine animali. Sia per una questione di salute ma anche per un discorso di impatto ambientale. Ovviamente, le reazioni sono state tante e tutte diverse, un responso differente in base al proprio stile di vita tra gli estimatori dell’alimentazione a base di carne e quelli che propendono per una dieta vegetale. Molti gli amanti della bistecca che non possono rinunciare alle proteine animali, magari abbinate a frutta e verdura per completare il quadro alimentare. Di sicuro in molti rifiutano una scelta alimentare ricca di grassi e condimenti, come ad esempio insaccati e pancetta sin dalla colazione mattutina. Una decisione che potrebbe impattare principalmente sulla salute del girovita e delle vene del corpo umano.

Attraverso la sua pagina Facebook, Vegetarian Calculator sottolinea le cifre legate all’assunzione di proteine animali, a fronte di un impatto inferiore garantito da una dieta vegetariana. Il consumo delle risorse è minore, meno acqua per la produzione di una singola bistecca che non assumono e perciò meno CO2, il cibo e l’impiego dell’olio è inferiore e non è contemplata l’uccisione di animali per il loro consumo. Non a caso l’inquinamento ambientale è il secondo fattore impattante sull’ambiente dopo l’allevamento intensivo, la produzione e il consumo di carne. La stessa National Health Service spinge verso una dieta più sana, equilibrata e povera di proteine animali.

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