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Rinnovabili: mix energetico pulito al 2050, scenari per l’Italia

Rinnovabili: mix energetico pulito al 2050, scenari per l’Italia

L'Italia può ancora centrare l'obiettivo di un mix energetico pulito al 2050 grazie alle rinnovabili, gli scenari delineati dal Politecnico di Milano.

Ottenere un mix energetico al 2050 basato sulle fonti rinnovabili è quanto occorre all’Italia per rispettare gli obiettivi del Green Deal Europeo. A far il punto sulle strategie che potrebbero consentire al Bel Paese di farcela sono stati alcuni ricercatori del Politecnico di Milano. Lo studio è stato denominato “Policy Decision Support for Renewables Deployment through Spatially Explicit Practically Optimal Alternatives“, e pubblicato sulla rivista Joule.

Prima firma dello studio il Prof. Francesco Lombardi, Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano. L’esperto italiano ha spiegato che nel proprio rapporto è stata analizzata la previsione dell’aumento dei consumi elettrici nei prossimi 30 anni. Presi in esame il riscaldamento degli edifici, l’elettrificazione dei trasporti e diversi processi industriali. Come ha dichiarato Lombardi al sito Qualenergia:

I modelli matematici identificano la configurazione ottimale in base a criteri di costo, ma in molti casi una configurazione che richiede un investimento lievemente maggiore può essere, sul lato pratico, la soluzione più semplice da realizzare e la più idonea da accettare per la popolazione.

Rinnovabili, lo scenario ottimale

Secondo Lombardi, anche in presenza di uno scenario ottimale non è sufficiente indicare il numero di GW che occorre installare. Quando si tratta di rinnovabili è necessario tenere conto anche della localizzazione geografica, delle condizioni ambientali, degli eventuali impatti sul territorio e di possibili linee di trasmissione esistenti.

Il nodo da cui non è possibile prescindere è che il fotovoltaico deve occupare un ruolo di primo piano. Questa fonte verde è essenziale per una decarbonizzazione effettiva. Indicativamente si tratterebbe di installare almeno 144 GW di solare FV, 59 GW di eolico onshore e 17 offshore. Il tutto tenendo conto di 7 GW di potenza da installare per attivare gli elettrolizzatori utilizzati per la produzione green di idrogeno.

In questo scenario si fa riferimento anche all’utilizzo di gas “verde”, ottenuto grazie alle energie rinnovabili. Ciò porterebbe al mantenimento in funzione di circa 12 GW di centrali a gas (secondo Lombardi circa il 20% della capacità installata). Necessario installare, prosegue Lombardi, circa 4 GW di nuovo fotovoltaico e 2,2 GW di eolico ogni anno.

Questo scenario si scontra però con diversi preconcetti in merito alle tecnologie interessate. Inoltre in Italia non è da sottovalutare quello che è definito l’effetto NIMBY (Not In My BackYard, trad. Non nel mio giardino). In questo senso rientrerebbe, secondo gli ambientalisti, l’opposizione da parte di Regione Sardegna e Comuni del Sulcis a un parco eolico offshore al largo di Carloforte.

Scenari alternativi

Negli scenari alternativi sono state prese in considerazione alcune soluzioni differenti. Ad esempio una maggiore spinta sul fronte dell’eolico offshore a livello nazionale eviterebbe un’eccessiva concentrazione dell’onshore in Sardegna. Tuttavia ciò costerebbe tra il 5 e il 20% in più rispetto allo scenario ottimale.

Fonte: Joule - Sciencedirect

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