Greenstyle Sostenibilità Consumi Quanto consuma un frigorifero e stima tra modelli vecchi e nuovi

Quanto consuma un frigorifero e stima tra modelli vecchi e nuovi

Il frigorifero è uno degli elettrodomestici che più consuma nella casa, perché sempre acceso. Vedi qual è il peso annuale dell'apparecchio sulla bolletta.

Quanto consuma un frigorifero e stima tra modelli vecchi e nuovi

Fonte immagine: Pexels

Quanto consuma un frigorifero? È questa una delle domande che sorge più frequentemente tra i consumatori, sia quando giunge il momento di cambiare l’elettrodomestico già presente in casa, che in un periodo storico di crisi energetica e di bollette dai prezzi record.

D’altronde, a questo apparecchio non si può rinunciare e, fatto non meno importante, è uno di quei dispositivi che rimane acceso 24 ore su 24. Di conseguenza, quanta energia consuma il frigorifero e, ancora, vi è una grande differenza tra vecchi e nuovi modelli?

Vi sono moltissime variabili che possono influenzare il consumo di energia del frigorifero: la dimensione, la temperatura media dell’ambiente in cui è inserito, l’età, la classe energetica di riferimento e le modalità di utilizzo.

Non è quindi possibile effettuare una stima che valga universalmente per tutti, tuttavia si possono fornire dei riferimenti medi affinché i consumatori possano effettuare delle scelte consapevoli. Sia in termini di spesa che anche a livello ambientale. Di seguito, qualche informazione utile.

Frigorifero e consumo di energia: cosa prendere in considerazione

Frigorifero

Prima di entrare nel dettaglio dei consumi tipici di un frigorifero, è necessario comprendere i fattori che ne possono influenzare l’assorbimento di energia. Così come già anticipato, non tutti gli apparecchi sono uguali e, ancora, le condizioni di utilizzo possono variare enormemente tra una famiglia e l’altra. In linea generale, si possono prendere in considerazione elementi quali:

  • Dimensioni e capienza: come facile intuire, le dimensioni e la capienza dell’apparecchio influenzano notevolmente i consumi. Maggiore è lo spazio occupato, e quindi da raffreddare, più elevata sarà la richiesta di energia. I più dispendiosi sono i grandi frigoriferi a due ante verticali, magari dotati anche di comparto freezer, solitamente scelti dalle famiglie più numerose;
  • Temperatura del termostato: è un fattore spesso sottovalutato, ma la temperatura impostata sul termostato può avere un importante impatto sui consumi di energia dell’elettrodomestico. Il livello ideale dovrebbe assestarsi attorno ai 4-6 gradi. Al di sotto di questa soglia, si ha un raffreddamento eccessivo e uno spreco di energia, al di sopra invece si rischia di non conservare correttamente i cibi;
  • Modalità di utilizzo: anche il modo con cui il frigorifero viene usato può influenzarne il consumo. Ad esempio, la cattiva abitudine di aprire gli sportelli e rimanere a lungo a osservare i ripiani alla ricerca del cibo giusto, può portare anche a un aumento del 10% dei consumi. Questo perché l’apparecchio deve riportare ogni volta la temperatura dei suoi vani a quella impostata sul termometro, dopo il rialzo dovuto al contatto con il calore ambientale;
  • Età e classe energetica: per quanto i frigoriferi “di una volta” sembrino non guastarsi mai, rispetto a soluzioni più moderne, non sono proprio il massimo in termini di consumi. Meglio scegliere apparecchi di ultima generazione, magari con sensori intelligenti per il monitoraggio della temperatura, possibilmente di classe “A+++”;
  • Ambiente: può sembrare strano, ma anche il luogo in cui si decide di posizionare il frigorifero può avere un impatto sui suoi consumi. Gli ambienti eccessivamente caldi, ad esempio, costringono l’elettrodomestico a un super-lavoro per mantenere stabile la sua temperatura interna, consumando così più energia.

Quanto consuma un frigorifero

Frigorifero aperto

Specificati tutti i fattori che possono influenzare le richieste energetiche dell’elettrodomestico, è giunto il momento di chiedersi quale sia il consumo tipico di un frigorifero.

A seconda delle caratteristiche dell’apparecchio, i frigoriferi di classe media oggi presenti sul mercato assorbono dai 100 ai 350 watt di energia. Sempre a livello medio, nelle 24 ore si arriva a un consumo energetico di circa 1 oppure 2 kWh. Stando alle tariffe energetiche di riferimento dell’autunno 2022, si spende quindi:

  • Tra 0.45 e 1.10 euro al giorno;
  • Tra i 13.5 e i 33 euro al mese;
  • Tra i 175,5 e i 396 euro l’anno.

La forbice è molto elevata, come appare evidente dai dati, poiché le variabili da prendere in considerazione sono tante. Come riferimento, si possono prendere i modelli “A+++” più performanti sul mercato, di medie dimensioni, ad anta singola e dotati di funzioni “eco”. Il consumo medio sarà di circa 166 kWh l’anno, pari a circa 74 euro in base alle tariffe energetiche sempre dell’autunno 2022.

Come capire quanto consuma un frigorifero

Ma come capire quanta energia stia consumando il proprio frigorifero e, di conseguenza, quale impatto avrà sulle bollette del proprio fornitore energetico? Considerando unicamente i valori di assorbimento – e quindi non le modalità di utilizzo e la temperatura impostata sul termostato – si può fare un calcolo orientativo.

Sulla porzione posteriore dell’apparecchio, oppure sulla sua scatola, sono solitamente presenti delle etichette con utili informazioni energetiche. Ad esempio, viene sempre riportato l’assorbimento in watt all’ora.

Considerando come il sistema di raffreddamento del frigorifero non rimanga acceso 24 ore su 24, bensì il compressore si attiva al calare della temperatura interna, gli esperti di Reduction Revolution hanno stimato un ciclo di piena attività pari a 8 ore giornaliere.

Per un frigorifero da 130 watt, avremo quindi un consumo giornaliero stimato di 1.040 Wh, pari a 1.04 kWh. Questo valore, moltiplicato per 365 giorni l’anno e per le tariffe medie al kilowatt degli operatori di energia, permette di arrivare alla spesa media annua. In questo caso, applicando una tariffa di circa 0.45 centesimi al kilowattora, la spesa annuale sarà di circa 170 euro.

Frigoriferi vecchi e nuovi

Vecchio frigorifero

Non è di certo un segreto, molti provano una certa nostalgia per i vecchi frigoriferi: non solo sul fronte del design – basti pensare allo stile iconico e affusolato dei modelli degli anni ’60 e ’70 – ma anche per la loro resistenza.

I vecchi elettrodomestici sembrano guastarsi davvero raramente, forse anche perché le componenti elettroniche sono decisamente più ridotte e le parti meccaniche, invece, costruite con una qualità di altri tempi. Ma per quanto siano resistenti e duraturi, vale la pena utilizzarli in un’ottica di risparmio energetico?

Le ricerche condotte, d’altro canto, non lasciano molto spazio ai dubbi: più si arretra sulla scala temporale degli elettrodomestici, maggiore è il consumo. Ma a quanto ammonta questa variazione?

Classi energetiche frigorifero e risparmio

Se si considerano le classi energetiche, i frigoriferi più longevi di 10 anni appartengono probabilmente alla classe energetica “G”, ben differente dalle ormai ben più comune “Classe A” e successive. Questo significa che l’assorbimento di energia rischia addirittura di essere moltiplicato.

Nella peggiore delle ipotesi, un frigorifero che ha più di 20-25 anni arriva ad assorbire ben 781 kWh l’anno, contro i 166 kWh dei modelli più performanti oggi in commercio. Tradotto in spesa in bolletta, sempre in riferimento alle tariffe energetiche dell’autunno 2022, ciò si trasforma in un esborso annuale pari a 351 euro.

E si sta parlando di frigoriferi di dimensione media, i classici mono-anta senza congelatore integrato, non di apparecchi della stazza “super” come quelli a doppia anta, riservati alle famiglie più numerose. In quel caso, una spesa di circa 300 euro l’anno risulterebbe più che comprensibile.

Di conseguenza, se davvero si ha la necessità di risparmiare in bolletta, non vi è niente di più urgente che cambiare il vecchio frigorifero, per quanto resistente e duraturo. E, naturalmente, mettere in pratica tutti i consigli di buon senso e risparmio energetico, come ad esempio evitare di aprire frequentemente gli sportelli e, soprattutto, di lasciarli a lungo aperti mentre si sceglie quale alimento consumare.

Ancora, bisogna sempre prestare attenzione a impostare la temperatura corretta sul termostato, così come già visto, e a posizionare gli alimenti secondo le istruzioni fornite dal produttore. Allo stesso tempo, non bisogna sovraccaricare l’apparecchio: la capienza è dimensionata per garantire la corretta circolazione dell’aria e, di conseguenza, ottimizzare le richieste energetiche.

 

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