Plastica, spiagge USA invase: proviene dal Regno Unito

Plastica, spiagge USA invase: proviene dal Regno Unito

Fonte immagine: Pixabay

Frammenti di plastica invadono le coste del Maine, in USA, dopo la caduta in mare di un container proveniente dagli Stati Uniti: è polemica.

Un’ondata di plastica invade le spiagge della costa orientale degli Stati Uniti, sommergendole di piccoli e pericolosi frammenti colorati. E pare che questi materiali provengano addirittura dal Regno Unito, dall’altra sponda dell’Oceano. È quanto sta accadendo in questi giorni soprattutto nel Maine, dove la quantità di rifiuti sul bagnasciuga si è moltiplicata a vista d’occhio.

Secondo le prime ricostruzioni, i frammenti di plastica sarebbero finiti nell’oceano a seguito di un incidente in mare: una nave, proveniente dall’Irlanda del Nord, avrebbe perduto un container carico di rifiuti.

Plastica in USA, ecco le origini

Stando a quanto riferito dal Guardian, i frammenti di plastica farebbero parte di un recente carico di Re-Gen Waste, una società esperta di smaltimento di rifiuti con base a Newry, nell’Irlanda del Nord. Un carico da 10.000 tonnellate di peso inizialmente destinato agli inceneritori a stelle e strisce, prima che un container finisse in mare contaminando le acque con milioni di frammenti plastici.

Dopo qualche giorno, i pezzi di plastica perduti si sono ammassati lungo le cose del Maine, a 3.000 miglia di distanza dai luoghi di produzione di questi rifiuti. Le coste di Sears Island sarebbero già completamente invase e i volontari starebbero correndo contro il tempo per raccogliere tutti i detriti, per limitare i potenziali danni sia sulla vegetazione locale che agli animali.

Sia le associazioni ambientaliste che i politici statunitensi hanno espresso grande preoccupazione per l’accaduto, chiedendo perché l’amministrazione a stelle e strisce permetta l’import di rifiuti dall’estero. Gli USA sono già oggi i principali produttori di rifiuti in plastica al mondo, tanto da essere costretti a esportarne parte in altri Paesi, e non si trovano oggi nella condizione di poter gestire anche lo smaltimento altrui. Così ha spiegato Genevieve McDonald, rappresentante democratico del Maine:

Questo evento è sfortunato e un incidente così prevenibile sottolinea un problema più grande, quello sulle modalità con cui smaltiamo i rifiuti. Non dovremmo essere nella posizione di permettere agli impianti di importare rifiuti dall’estero. La notizia mi ha sorpreso, perché so quanta plastica gli Stati Uniti producano.

Parole altrettanto dure da Ron Huber, esperto di conservazione ambientale e direttore della Friends of Penobscot Bay:

Ora importiamo anche la plastica dall’Europa? Questo è davvero un disincentivo alla riduzione dei rifiuti: “Bene, prendiamo i vostri scarti e li bruciamo”.

Così come riporta il Guardian, la società Re-Gen si è scusata per l’incidente, sottolineando di voler lavorare in concerto con le autorità e tutte le associazioni per raccogliere quanta più plastica possibile. L’azienda gestisce dalle 80.000 alle 100.000 tonnellate di rifiuti, spedite in tutto il mondo, e sottolinea come questo sia il primo incidente occorso nella sua storia.

Fonte: Guardian

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