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Pietra ollare: cos’è e come si usa per una cucina senza grassi

Nota sin dai tempi più antichi, negli ultimi anni la pietra ollare sta tornando a farsi spazio nelle cucine di tutto il mondo. Pentole, piastre e padelle in pietra ollaria, anche detta pietra saponaria, vengono scelte soprattutto per la cottura di verdure e carni. Esse garantiscono una distribuzione uniforme del calore, per preparare cibi gustosi e senza grassi.

Pietra ollare: cos’è e come si usa per una cucina senza grassi

Fonte immagine: Pixabay

La pietra ollare è un materiale molto apprezzato in cucina, una roccia metamorfica anche nota con i nomi di steatite o pietra saponaria. Questo tipo di pietra viene spesso impiegato per la realizzazione di pentole, griglie, piastre, padelle e altri strumenti per cuocere gli alimenti senza aggiungere alcun tipo di grasso, in modo che risultino più sani e leggeri.

La pietra saponaria è un materiale refrattario molto resistente alle alte temperature, per sua natura ha la capacità di trattenere il calore per lungo tempo e di rilasciarlo in maniera uniforme e graduale. Senza rischiare di bruciare gli alimenti.

Ma soprattutto, questa pietra è un “antiaderente naturale“, per cui può essere utilizzata per cucinare i cibi senza aggiungere olio, strutto o burro. Insomma, la pietra saponaria rappresenta un modo per cucinare ogni tipo di ricetta, da quelle di carne a quelle di pesce, fino alle grigliate di verdure e persino la pizza e le piadine, mantenendo inalterato il sapore naturale dei cibi.

Ma esattamente quali sono le caratteristiche della pietra ollare? E da dove ha origine il nome di questa roccia? Vediamo le caratteristiche di questa alleata della salute, per cucinare senza grassi e con tanto gusto.

Pietra ollare: cos’è?

Che materiale è la pietra ollare? La steatite è un tipo di pietra impiegato per la realizzazione di accessori da cucina di vario genere; è infatti un materiale particolarmente vantaggioso, poiché è molto resistente alle alte temperature, può essere facilmente lavorato e permette di cucinare senza aggiungere grassi.

Solitamente la steatite si presenta di colore verde, ma puoi trovare pentole in pietra ollare anche di colore rosso, nero, grigio e bianco. Per certi versi, si ritiene che la pietra saponaria somigli alla più nota pietra Giada.

Perché si chiama pietra ollare?

La pietra ollare deve il suo nome al fatto che proprio con questo materiale, sin dai tempi più antichi, venivano realizzate le pentole per cucinare, le cosiddette “olle”, recipienti in terracotta impiegati per cuocere e conservare gli alimenti.

La steatite è infatti una pietra molto facile da lavorare, oltre che estremamente resistente alle elevate temperature, ragion per cui viene impiegata da molto tempo nella produzione di accessori per cucinare, oltre che di componenti delle stufe e altri oggetti.

A cosa serve la pietra ollare in cucina?

Pietra ollare
Fonte: Pixabay

Tra griglie e fornelli, la pietra saponaria si rivela davvero molto utile, e si presta perfettamente alla realizzazione di piastre e pentole, sia da utilizzare sul fornello che da impiegare sul barbecue o persino in forno.

Rispetto alle pentole in ghisa, quelle in pietra saponaria permettono di cucinare in modo più uniforme, rivelandosi un’ottima scelta per una perfetta grigliata, sia all’aperto che al chiuso, o anche sulla tavola. La pietra ollare è adatta anche per la realizzazione di pentole e padelle.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che questo materiale, seppur resistente al calore, è anche molto delicato, per cui necessita di un’attenta manutenzione e dei giusti tempi sia per raggiungere le temperature ottimali che per raffreddarsi dopo l’utilizzo.

Che differenza c’è tra pietra lavica e pietra ollare?

Probabilmente ti sarà capitato di cucinare in pentole o piastre in pietra lavica. Ma in cosa si differenziano rispetto a quelle in pietra ollare? Sebbene le modalità di preparazione della piastra e quelle di cottura siano piuttosto simili, va ricordato che, in realtà, non si tratta dello stesso materiale.

In entrambi i casi si parla di pietre naturali, ma l’origine è molto differente. Mentre la pietra lavica è una roccia effusiva di origine vulcanica che si è raffreddata e solidificata, la pietra ollare è una roccia metamorfica. La pietra lavica ha un colore nero, mentre quella ollare ha solitamente un colore verde, o anche bianco, rosso, color crema e nero.

In entrambi i casi si tratta di due valide opzioni per cuocere gli alimenti senza aggiungere grassi e sfruttando la grande capacità delle pietre di mantenere alte le temperature.

Pietra ollare: come si usa?

Come gli accessori in pietra lavica, anche quelli in pietra ollare necessitano di un’attenta preparazione prima di poter essere utilizzati. Insomma, non è il caso di posizionare la piastra in pietra ollare su fuoco vivo sin dal primo utilizzo. Ma allora, come si usano questi accessori?

Per prima cosa, bisognerà lavare la piastra con acqua e sale, senza utilizzare alcun tipo di sapone. Dopodiché bisognerà asciugare la piastra e ungerla con dell’olio di oliva, di girasole, arachidi o mais sul lato interno, quello su cui andremo a poggiare gli alimenti. Lascia agire per 24 ore, dopodiché rimuovi l’olio usando della carta assorbente.

Primo utilizzo

A questo punto, la piastra sarà pronta per il suo primo utilizzo: preriscaldala in forno per 30 minuti a 150 gradi, dopodiché posizionala su una fiamma bassa, in modo che il calore si propaghi gradualmente e la piastra si riscaldi uniformemente. In questo modo, si eviteranno shock termici che potrebbero causare delle rotture o crepe sulla superficie.

Ricorda di non toccare mai la piastra calda senza guanti da forno. Dopo circa 10 minuti, potrai iniziare a cuocere i tuoi alimenti. Evita di posizionare la piastra sulla fiamma viva, ma utilizza uno spargifiamma per la cottura.

Come pulire la piastra in pietra ollare?

Dopo aver utilizzato la piastra, non metterla direttamente sotto l’acqua fredda. Come abbiamo anticipato, infatti, questi tipi di accessori necessitano di attenzione e di una corretta manutenzione. Prima di procedere con la pulizia, bisognerà attendere che la piastra si raffreddi.

Dopo potrai lavarla semplicemente utilizzando un panno imbevuto con dell’aceto, oppure acqua e limone, e una spugna non abrasiva per rimuovere i residui di cibo. Non utilizzare alcun sapone: questo tipo di pietra è particolarmente poroso e permeabile, potrebbe trattenere residui di detersivo, rilasciandoli durante il successivo utilizzo. Per lo stesso motivo, non bisogna lavare la pietra ollare in lavastoviglie.

Manutenzione

Grazie a una corretta manutenzione, la piastra in pietra ollare non si rovinerà nel tempo. Sebbene sia in grado di resistere alle alte temperature, infatti, questo materiale è pur sempre molto delicato e fragile.

Gli sbalzi di temperatura potrebbero causare uno shock termico e rovinare la pentola, quindi attieniti sempre alle poche e semplici regole che abbiamo appena elencato.

Pentole in pietra ollare: costo

Fonte: Pixabay

Spesso si tende a pensare che una pentola in pietra ollare abbia un costo proibitivo. In realtà si tratta di prezzi abbastanza accessibili, sebbene di certo non bassissimi. Una pentola realizzata con questo materiale può costare da 20 o 30 euro, fino a superare i 200 euro, a seconda della dimensione e delle rifiniture.

In commercio, puoi infatti trovare raclette grill in pietra ollare, piastre incastonate in basi di legno, pentole con manici in legno e altri accessori, per cui i prezzi sono estremamente variabili a seconda delle diverse caratteristiche del prodotto.

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