Napolitano firma il decreto Romani, rinnovabili a rischio

Napolitano firma il decreto Romani, rinnovabili a rischio

Il Presidente della Repubblica Italiana non ha recepito l'invito a non firmare il decreto Romani. Al via una lunga battaglia legale per fermare la legge

Era l’ultima speranza per scongiurare una battaglia legale che si farà furiosa (ed è nota l’allergia di questo governo per gli interventi “giudiziari” sulle sue decisioni), ma nonostante i numerosi appelli, il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto Romani. Giorgio Napolitano non ha, quindi, ravvisato gli stessi indizi di palese incostituzionalità che le società del settore avevano mostrato pubblicamente.

E se c’è molta rabbia nelle associazioni ambientaliste, in quelle che raggruppano, appunto, le aziende di settore prevale il desiderio di non perdere neanche un minuto, valutando tutte le occasioni legali per fermare il decreto.

Le occasioni non mancano. Se le considerazioni fatte nei giorni passati sono fondate, il decreto Romani rischia di essere impugnato sia a livello legale, sia a livello delle singole regioni, sia europeo; e se così sarà, l’Italia rischia un vuoto normativo non indifferente.

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