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Microplastiche nei terreni agricoli, salute dell’uomo a rischio

Microplastiche nei terreni agricoli, salute dell’uomo a rischio

Fonte immagine: Pixabay

Le microplastiche contaminano anche i terreni agricoli, rappresentando così un grave rischio per la salute dell’uomo. È quanto emerge da uno studio condotto in Corea del Sud della Incheon National University, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Hazardous Materials. Fino a oggi, gli studi sui frammenti di plastica si sono concentrati sulla contaminazione in mare, ma quella relativa ai terreni di coltivazione potrebbe essere addirittura più elevata.

Non sono ancora pienamente chiari gli effetti delle microplastiche sull’uomo. Certamente queste sostanze entrano nella catena alimentare e, secondo alcune indagini preliminari, potrebbero determinare problemi digestivi e alterare il normale ciclo ormonale umano.

Microplastiche nei terreni agricoli

I ricercatori hanno analizzato quattro tipi di terreno diverso, relativi ad altrettante pratiche agricole: il terreno esposto agli agenti atmosferici, il terreno interno alle serre, il terriccio sottoposto a pacciamatura e i campi sommersi per la coltivazione del riso. Gli scienziati hanno quindi raccolto dei campioni di terra durante la stagione secca delle coltivazioni, prendendo in considerazione anche strumenti usati dagli stessi agricoltori come teloni in plastica e cellophane.

Dai dati, è emerso come i terreni non coperti e quelli in serra siano quelli più esposti alle microplastiche, ovvero frammenti tra 0.1 e 5 millimetri di dimensione. A sorpresa, nonostante una copertura con teloni plastici, la pacciamatura vede una contaminazione minore rispetto ai campi di riso, forse perché la copertura limita il passaggio nel terreno di microplastica da terze fonti trasportata dal vento e dall’aria.

Vi sono anche delle differenze nella dimensione dei frammenti: mentre il terreno esposto, la pacciamatura e i campi di riso vedono la presenza di microplastiche di medio-grande dimensione, le serre presentano una maggiore concentrazione di pezzi di plastica di grandezza molto ridotta.

La prima evidenza dello studio è che, in agricoltura, le microplastiche non provengono solo dall’esterno, ma dalle stesse pratiche di coltivazione: teli di copertura, serre, attrezzi impiegati per l’irrigazione e molto altro ancora. La seconda, invece, la necessità di maggiori studi per comprendere gli effetti di questa contaminazione sulla salute. Così spiega Seung-Kyu Kim, uno degli autori dello studio:

La maggior parte degli studi si è concentrata sulle microplastiche nell’ambiente marino, ma grandi quantità di frammenti sono generati anche in agricoltura, attraverso l’irrigazione e le stesse pratiche agricole.

Fonte: Phys.org

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