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Lockdown, animali invadono le città? No, sono solo più visibili

Lockdown, animali invadono le città? No, sono solo più visibili

Fonte immagine: Unsplash

Gli animali si sono davvero riappropriati delle città e degli spazi urbani durante il lockdown, ecco il parere degli esperti in merito.

Mentre ci avventuriamo verso nuove restrizioni cercando di allontanare lo spettro di un altro lockdown, gli studiosi si stanno ancora confrontando sull’impatto che ha avuto il precedente sulla natura.

In particolare sull’incredibile aumento di animali e fauna che hanno fatto capolino nelle città improvvisamente svuotate. Una condizione davvero anomala per chi da sempre subisce l’ingerenza dell’uomo nel proprio habitat naturale. Ma a distanza di un anno quella che sembrava una nuova dimensione, una nuova colonizzazione e una rivincita della natura sull’uomo, viene ridimensionata e quasi del tutto smontata.

Secondo un recente studio in realtà non si è verificato un aumento di presenze, ma semplicemente una maggiore visibilità di chi è solito frequentare le realtà urbane, in particolare degli uccelli.

La ricerca nota come “Rapid behavioural response of urban birds to Covid-19 lockdown” è stata pubblicata su Proceedings of the Royal Society B ed è stata condotta da Oscar Gordo, Sergi Herrando e Gabriel Gargallo dell’ICO-Institut Català d’Ornitologia e Lluís Brotons del Consejo Superior de Investigaciones Científicas. Un team di esperti che da sempre monitora lo spostamento e la vita dei volatili all’interno delle realtà urbane.

Lockdown e animali nelle città

L’immagine dei delfini che nuotano nelle acque del porto improvvisamente più limpide aveva fatto il giro del mondo. Allo stesso modo quella dei cervi e degli animali selvatici a piede libero per le città, nuovamente padroni di spazi depredati dall’uomo.

Queste presenze, che hanno fatto gridare al miracolo e a un ritorno prepotente della natura, in realtà non modificano abitudini già collaudate. Come anticipato in precedenza lo studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B avrebbe confermato come il lockdown abbia semplicemente messo in evidenza una realtà già presente.

I volatili che animano le realtà urbane sono normalmente meno visibili perché disturbati dal caos del traffico e della quotidianità. L’improvviso svuotamento delle città avrebbe reso più evidente la loro presenza sia dal punto di vista fisico che sonoro. Permettendo di poter godere del loro cinguettio, solitamente sovrastato dall’inquinamento acustico.

Del resto i volatili sono molto attivi durante le prime ore della giornata, ma i rumori della città tendono a nascondere la loro presenza canora. Il lockdown ha semplicemente azzerato il rumore quotidiano permettendo ai volatili, ma anche ad altri animali di riprendersi i loro spazi, mostrando una volta di più la loro incredibile adattabilità. Secondo l’ICO:

Questi effetti negativi sono accentuati dal gran numero di auto e persone sulle strade, soprattutto nelle ore di punta. Di conseguenza, molte specie non sono in grado di prosperare nelle aree urbane, mentre quelle in grado di farlo sono soggette a condizioni sfavorevoli, spesso con conseguenze negative per la loro biologia.

I risultati di questo studio suggeriscono che gli uccelli urbani hanno una grande plasticità comportamentale. Hanno approfittato rapidamente dei miglioramenti ambientali avvenuti nei nostri ambienti urbani a seguito del nostro confinamento.

Fonte: Proceedings of the Royal Society B

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