Fotovoltaico da balcone: intervista al creatore di Pyppy

Fotovoltaico da balcone: intervista al creatore di Pyppy

Fotovoltaico da balcone: intervista ad Antonio Fischetto, creatore di Pyppy, il primo impianto fotovoltaico da balcone su quattro ruote.

Abbiamo parlato recentemente di “Pyppy – Energy for all”, l’innovativo impianto fotovoltaico da balcone su quattro ruote che non necessità di alcuna installazione. Si tratta del primo impianto fotovoltaico di questo tipo realizzato in Italia, su cui ha lavorato per due anni la società cooperativa Ri-Ambientando di Antonio Fischetto, ideatore di Pyppy, che abbiamo intervistato per avere qualche informazione in più.

Che tipo di pannelli utilizzate per Pyppy?

Abbiamo iniziato utilizzando un pannello policristallino, che, a seconda delle dislocazione territoriale dove verrà posizionato, potremo sostituire anche con un monocristallino. La tecnologia del fotovoltaico sta crescendo notevolmente, ci sono pannelli più performanti con dimensioni anche più piccole. Si arriverà quindi alla soluzione di utilizzare un policristallino con un microfilm di film sottile, dove la superficie vetrosa ha uniformità di colore, ed è dunque più piacevole dal punto di vista estetico.

Quali tecnologie troviamo in questo impianto?

Pyppy fotovoltaico balcone

Non è nostra la tecnologia, soluzioni simili sono già presenti sul mercato nei camper e nelle barche. Noi abbiamo fatto un’analisi degli oggetti più comuni presenti in casa e abbiamo dimensionato il kit per soddisfare almeno un 70/80% degli elettrodomestici di comune utilizzo. All’interno troviamo un inverter da 1100 watt, un regolatore di carica, due accumuli da 100 ampere l’uno da 12 volt, due ventole per consentire il passaggio di aria all’interno dello chassis, un termostato che interviene per quanto riguarda le temperature interne. Abbiamo predisposto l’impianto per dare la possibilità di collegare un secondo pannello, permettendo di andare a soddisfare esigenze maggiori. Lo svantaggio, se vogliamo chiamarlo così, è che bisogna prelevare energia direttamente dal kit, però abbiamo anche dato la seconda opzione di poter inserire un microinverter all’interno che dà la possibilità di collegarlo alla rete elettrica di casa tradizionale. Complessivamente l’impianto ha un peso di 80 KG.

Che vantaggi ci sono nell’utilizzo di Pyppy per una famiglia media?

Senza creare false aspettative stiamo parlando di un 40% di risparmio in bolletta. Ovviamente dipende anche molto da come si usa la casa. Noi abbiamo concepito il kit come un’integrazione al servizio energetico tradizionale, non un sostituto, che può offrire grossi risparmi.

State già pensando a dei partner per la vendita di Pyppy?

Al momento siamo in trattativa con due grandi marchi che sono interessati all’acquisto del brevetto, ma non possiamo rivelarne i nomi.

Quale sarà il costo finale di Pyppy?

Il prodotto finale ha un costo di 1.450 euro per il modello da 2.400 watt con due accumuli. Riteniamo comunque che il prezzo potrà scendere ulteriormente con quantitativi di produzione maggiori rispetto a quanto attualmente abbiamo ipotizzato.

L’impianto rientra nella detrazione Irpef del 50%?

L’impianto rientra certamente nella detrazione 50%. Tuttavia abbiamo buone possibilità che rientri anche nella detrazione del 65%, anche se non abbiamo ancora avuto conferme dall’Agenzia delle Entrate.

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