Greenstyle Ambiente Animali Fenicotteri, curiosità e abitudini

Fenicotteri, curiosità e abitudini

I fenicotteri sono animali eleganti e slanciati, caratterizzati da un piumaggio splendente che abbraccia le tonalità sgargianti del rosa e dell'arancione.

Fenicotteri, curiosità e abitudini

Fonte immagine: sdfliehman0 via Pixabay

Il fenicottero, o Phoenicopterus, è parte integrante della famiglia Phoenicopteridae ed è un grosso volatile molto diffuso. Il nome di questo uccello proviene dal latino, dall’unione tra “phoenix” e “pteron”. Il primo termine rimanda all’immagine della fenice ma anche al colore della stessa, cioè purpureo: un rosso vivo, simile alla porpora con screziature preziose. Il secondo termine vuol dire ala, quindi fenicottero significa ali purpuree. Una combinazione che si sposa perfettamente con le colorazioni magiche e speciali di questo volatile. Le tipologie di fenicottero sono tre: il Phoenicopterus roseus Pallas è noto come fenicottero maggiore, presente in Africa, Asia meridionale ed Europa meridionale; il Phoenicopterus ruber Linnaeus o fenicottero rosso, diffuso nei Caraibi, in Mesoamerica e nelle Isole Galapagos; il Phoenicopterus chilensis presente in Cile e in Sudamerica.

Il fenicottero è un animale elegante, raffinato, dalla struttura fisica slanciata che lo porta a raggiungere anche i 140 centimetri di altezza, con un’apertura alare di 240 centimetri. Il suono della sua voce è piuttosto gracchiante e ricorda quello delle oche, vive in branco perché uccello sociale che predilige spazi acquatici. Ma anche perché il gruppo lo protegge dai predatori e la collaborazione è molto presente. Si nutre prevalentemente di piccoli invertebrati come crostacei, alghe, frammenti di piante acquatiche e può filtrare i cianobatteri. Alcuni di questi alimenti sono ricchi di betacarotene che, depositandosi nel piumaggio, garantisce la tipica colorazione rosa del fenicottero. Infatti più la colorazione è intensa e sgargiante più l’animale è attraente agli occhi degli spasimanti, mentre una pigmentazione scarsa indica poco nutrimento e poca salute. I nidi sono costituiti da fango e la parte superiore concava ospita l’uovo, i piccoli nascono già con il piumaggio, che cambia colore nel tempo in base a ciò che assimilano.

Curiosità e abitudini

Fenicotteri1
Fonte: Arulonline via PixabayArulonline via Pixabay

Due elementi fisici caratterizzato il fenicottero: il becco e le zampe. Il primo è visibilmente storto ma decisamente funzionale, infatti grazie a questa conformazione l’uccello riesce a separare precisamente fango e silice dal cibo. All’interno dello stesso sono presenti le lamelle, strutture dalla fisionomia pelosa che favoriscono l’allineamento tra le mandibole e la grande lingua dalla superficie ruvida. Una conformazione fisica che permette il filtraggio del cibo e il nutrimento.

Le zampe, molto lunghe e snelle, caratterizzano la posa dei fenicotteri, spesso immortalati fermi sopra una delle due estensioni. Possono sia riposarsi, che osservare ciò che li circonda, fino a nutrirsi in questa posizione da equilibristi. Sembra del tutto innaturale, visto la struttura esile delle zampe, ma in realtà la posizione li aiuta a riposare, risparmiando energie limitando la dispersione di calore, i particolare quando sono in acqua per cacciare il cibo e il nutrimento. Un’altra curiosità di questi particolari volatili è legata alla produzione di una sostanza molto simile al latte di piccione, molto ricco di grassi, proteine e carboidrati. Sia il maschio che la femmina nutrono i piccoli per almeno due mesi con questo latte, prodotto da alcune ghiandole presenti lungo il tratto digerente superiore. Quando il becco sarà sviluppato e forte, i piccoli potranno nutrirsi autonomamente, filtrando il cibo.

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare

GPS per gatti: come funziona
Animali

Esistono dei collari gps per gatti: come quelli per cani, servono per localizzare i gatti outdoor, quelli che possono uscire di casa. Connessi con un’apposita app da scaricare su smartphone, permettono al proprietario di rintracciare il proprio animale. Naturalmente hanno dei limiti soprattutto per quanto riguarda la distanza. Ah, sfatiamo subito il mito: non esistono i gps sottocutanei né per gatti né per cani, vi state confondendo con il microchip.