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E-Cat domestico consumerà 1,2 kWh e funzionerà tutto il giorno

E-Cat domestico consumerà 1,2 kWh e funzionerà tutto il giorno

Novità sull'E-Cat domestico. Andrea Rossi svela quali saranno in consumi previsti e noi, con un rapido calcolo, cerchiamo di capire se e quanto sia davvero conveniente.

Lo notavamo in parte anche ieri, ma da quando la Defkalion ha annunciato il successo dei propri test attirando una certa attenzione mediatica, Andrea Rossi ha ripreso a parlare in abbondanza del proprio lavoro. Una coincidenza? Non sappiamo e non importa. La cosa che conta è che ogni giorno l’ingegnere italiano ci sta regalando qualche chicca importante sul suo a lungo promesso reattore a fusione fredda: l’E-Cat.

Oggi partiamo da alcune risposte date sul solito blog da Andrea Rossi ai curiosi, per capire un po’ come funzionerà l’E-Cat domestico – ovviamente, ammesso che funzioni davvero. Per rendere più agevole la lettura riproduciamo, rivedendone un po’ la forma lo schema pubblicato da E-Cat World:

  • L’E-Cat funzionerà come una caldaia, capace di produrre acqua calda e riscaldare eventuali termosifoni. Potrebbe essere necessario installare ben due reattori;
  • Il reattore deve restare sempre in funzione: la reazione nucleare deve essere continua. Ma la potenza della stessa sarà regolata on demand. In pratica se non sollecitato produrrà poca energia termica… per poi aumentare quando l’utente ne abbia necessità;
  • L’E-Cat consumerà energia elettrica. Intanto, sarà necessaria durante l’accensione per raggiungere lo stato di funzionamento ottimale: si parla in questo senso di 2,8 kWh. Inoltre, ci sarà un consumo fisso che varierà dal suddetto sistema on demand: al minimo l’E-Cat non avrà bisogno di energia, mentre al massimo della potenza i consumi schizzeranno a 2,7 kWh. Il consumo medio, secondo Rossi, dovrebbe approssimarsi verso gli 1,2 KW. Quindi ammettendo un uso costante del reattore per 24 ore, ci sarebbero 28,8 kWh di consumi giornalieri;

Queste informazioni possono aiutarci a capire quale e quanta dovrebbe essere la vantaggiosità dell’affare E-Cat. Chiariamoci, 2,7 kWh non sono poi così pochi, ma da pregresse dichiarazioni apprendiamo che la potenza di un E-Cat domestico dovrebbe aggirarsi attorno ai 10 KW. In pratica, il reattore restituirebbe più di tre volte l’energia immessa. Perfetto? Vediamo di farci qualche breve conto. Il consumo medio di un E-Cat, aggirandosi sui 1,2 KWh, è pari a quello di una piccola pompa di calore o, se preferite, come 30 lampadine da 40 watt. Non pochissimo, ma se ci si può scaldare un appartamento intero (cosa impossibile con riscaldamento elettrico tradizionale di soli 1,2 KW) e avere anche l’acqua calda la convenienza è evidente.

Ad ogni modo, ci sentiamo di dire che non si tratterebbe di una convenienza assoluta: in caso di appartamenti piccoli, ben isolati termicamente e situate in zone calde del nostro Paese, con una caldaia a gas per l’acqua calda e una pompa di calore elettrica per quei pochi mesi all’anno in cui è strettamente necessario non ci sarebbe motivo per installare un E-Cat. Per non parlare della possibilità di affiancare alla caldaia anche dei pannelli solari.

In caso di strutture più grandi, invece, la vantaggiosità è chiara, soprattutto in caso di climi particolarmente freddi e un uso dei riscaldamenti che copra anche 6 mesi. In questo senso, se vogliamo fare “fantatecnolgia” si potrebbe pensare a combinare l’uso dell’E-Cat a quello di pannelli fotovoltaici: in questo modo un’abitazione arriverebbe alla quasi totale autonomia energetica.

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