E-Cat da 45 MW: Andrea Rossi al lavoro a Bologna

E-Cat da 45 MW: Andrea Rossi al lavoro a Bologna

Andrea Rossi sarebbe a Bologna per lavorare sul reattore da 45 MW del peso di ben 20 tonnellate, in grado di produrre energia elettrica.

Andrea Rossi è sicuramente, da un anno a questa parte, l’uomo delle grandi promesse e dai grandi segreti. Dopo l’E-Cat domestico e la versione da 1MW termici, la nuova creatura di Rossi che concentra a se l’attenzione dei più è quella che il blog americano AndreaRossiECat ha definito “un mammut”.

Parliamo infatti della versione dell’E-Cat da 45 watt termici, pesante 20 tonnellate, che grazie a un generatore speciale prodotto dalla Siemens dovrebbe produrre energia elettrica. Ne avevamo già parlato, se ben ricordate.

Questa “bestia”, che Rossi promette di poter spedire a eventuali clienti a pezzi, stile giocattoli Lego (saranno poi i fantomatici impiegati della Leonardo Corporation a prendersi l’onere di rimontare il tutto), non può, davvero, non attirare la nostra attenzione. Se il suo funzionamento fosse confermato, avremmo la possibilità di costruire minicentrali elettriche a fusione nucleare fredda, non inquinanti e persino relativamente piccole.

In effetti 20 tonnellate saranno tante per i servizi di posta, ma sono quisquilie di fronte alle dimensioni di una centrale termoelettrica classica. Inoltre stiamo parlando di un reattore capace di autosostentarsi. In pratica, come spiegavamo tempo fa, parte dell’energia elettrica prodotta sarebbe utilizzata dal sistema per il mantenimento della reazione.

Ed il nostro ingegnere avrebbe, secondo le ultime notizie, lasciato la sua sede statunitense per recarsi nel proprio laboratorio bolognese a mettere a punto questa nuova creatura.

Tutto fantastico? Certo, ma per parafrasare un recente film di Woody Allen, “basta che funzioni”. Per il momento, l’E-Cat non è che una grande narrazione, con qualche video buono per i fanatici di YouTube. Dimostrazioni di funzionamento reale di questo reattore a fusione fredda non ne abbiamo visti, né in scala mini, né nella versione da 1 MW, né in versione mammut. Certo, ci sono stati dei test pubblici, ma saprete tutti come molti osservatori li considerino tutt’altro che scientifici.

Per avere certezze, bisognerà aspettare che Rossi venda un reattore a un acquirente che accetti di mostrarlo in pubblico. Sempre che, ovviamente, la Defkalion non bruci nel tempo l’ingegnere italiano.

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