Greenstyle Alimentazione Dieta Plank: schema per dimagrire senza rischi

Dieta Plank: schema per dimagrire senza rischi

Dieta Plank: lo schema per dimagrire senza rischi per la salute, con l'aggiunta di qualche modifica utile per il benessere del corpo.

Dieta Plank: schema per dimagrire senza rischi

Fonte immagine: Unsplash

La Dieta Plank è un regime alimentare che da tempo catalizza fortemente l’attenzione grazie alla possibilità di un dimagrimento rapido e costante, fino a nove chili in sole due settimane. Il percorso alimentare è fortemente restrittivo, ipocalorico e iperproteico, da seguire con fedeltà totale senza nessuna concessione extra.

Proprio questa costanza che garantisce un risultato invidiabile, anche se molto repentino e drastico. Nonostante non si conoscano esattamente le origini e l’inventore, la Dieta Plank può vantare fan ed estimatori sparsi in tutto il mondo.

È un regime alimentare che punta sull’esclusione di molti cibi importanti, concentrando l’attenzione sulle proteine animali. Non è uno schema da poter perseguire a lungo, proprio a causa dell’eccessiva presenza delle proteine e della scarsa o quasi totale assenza di carboidrati e fibre. La Dieta Plank così composta spinge l’organismo a sfruttare il metabolismo proteico per produrre, e al contempo, consumare energia.

In questo modo la perdita di peso risulta rapida, un percorso non adatto a chi soffre di patologie e che i nutrizionisti non sempre consigliano. È una dieta fortemente sbilanciato con un carico proteico davvero esagerato, che può aumentare l’accumulo di tossine nell’organismo. Inoltre l’assenza di un successivo periodo di mantenimento può favorire un recupero rapido dei chili persi.

Dieta Plank: schema per dimagrire senza rischi

Dieta Plank: lo schema e le combinazioni

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Caffè

Come anticipato la Dieta Plank è molto restrittiva e non adatta a chi soffre di patologie, inoltre la presenza massiccia di proteine può incidere sul benessere del corpo. Per impedire esiti negativi è importante seguire alcune regole apportando qualche mini modifica allo schema, meglio ancora chiedendo consiglio al nutrizionista. Il dimagrimento potrebbe giungere repentinamente, ma l’assenza di un piano di mantenimento potrebbe ricadere sul fisico facendo recuperare i chili persi, il famoso effetto yo-yo.

Per quanto riguarda lo schema alimentare la dieta, che dura due settimane, contempla la presenza di pasti semplici che non possono subire variazioni. Questo il programma classico:

  • Lunedi: per colazione un caffè senza zucchero, il pranzo contempla due uova sode con spinaci mentre per cena una bistecca alla griglia con insalata
  • Martedì: colazione a base di caffè senza zucchero con l’aggiunta di una fetta di pane integrale, una bistecca con insalata e frutta per pranzo e prosciutto cotto per cena
  • Mercoledì: nuovamente caffè senza zucchero e una fetta di pane integrale per colazione seguita da un pranzo a base di due uova sode con insalata di pomodori e cena con prosciutto e insalata
  • Giovedì: per colazione caffè senza zucchero e una fetta di pane integrale, per pranzo un uovo sodo, carote crude o bollite e 50 grammi di formaggio svizzero, per cena frutta e 150 grammi di yogurt scremato
  • Venerdì: per colazione carote condite con succo di limone e caffè senza zucchero, seguita da pesce al vapore e pomodori per pranzo, bistecca con insalata per cena
  • Sabato: per colazione nuovamente caffè con una fetta di pane integrale, pranzo con pollo alla griglia e cena con 2 uova sode con carote
  • Domenica: tè al limone a colazione, pranzo a base di bistecca alla griglia e frutta, per cena il pasto è libero ma con moderazione

Modifiche e variazioni

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yogurt
Fonte: Unsplash

Come anticipato la Dieta Plank è molto restrittiva senza la possibilità di variare lo scarno menu, che soffre l’assenza di molti protagonisti di un regime alimentare equilibrato. Gli specialisti sconsigliano il proseguimento della stessa dopo le due settimane, la dieta è molto sbilanciata e la presenza di proteine è eccessiva tanto da poter incidere anche sul benessere del cuore. Non è indicata per chi soffre di colesterolo alto, diabete, problemi renali, disordini metabolici e anemia.

Affrontarla con qualche piccola variazione è possibile, ma in modo davvero limitato, evitando di proseguire con lo schema dopo le due settimane indicate. Nonostante non siano contemplati olio e condimenti è possibile insaporire i pasti con spezie e aromi, creando un succo leggero con limone e arancia da versare sulle verdure.

Al posto del pane si possono consumare tre frette biscottate integrali, il formaggio svizzero si può sostituire con una tipologia spalmabile quale la ricotta o i fiocchi di latte, ma anche modificare un pasto settimanale con una bistecca in più o tre fette di arrosto, aggiungendo un’ulteriore porzione di frutta e sostituendo le carote con il sedano.

La dieta potrà funzionare se verrà conclusa entro le due settimane stabilite, successivamente integrata da un regime alimentare maggiormente equilibrato e sano come la dieta mediterranea. Agevolando l’utilizzo di cibi sani e rigeneranti, senza dimenticare i carboidrati da assumere in quantitativi corretti per il bene del corpo stesso. Un nutrizionista qualificato potrà suggerire il percorso più adatto così da mantenere un buon equilibrio tra peso e salute.

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