Creare un’antenna TV da materiali di riciclo

Creare un’antenna TV da materiali di riciclo

Creare un'antenna TV per la ricezione della banda UHF, utilizzando elementi di riciclo come grucce, legno, reti metalliche e molto altro ancora.

Non sempre l’antenna TV sul tetto di casa garantisce una perfetta ricezione dei canali: con l’avvento del digitale terrestre, infatti, molti impianti non sono stati adeguatamente aggiornati e la visione del proprio programma preferito diventa impossibile. Perché non costruire, allora, una comoda antenna UHF, da utilizzare al bisogno o da mimetizzare in giardino, evitando così ulteriori stress?

Sono molto i motivi che possono rendere difficile il ricorso a un impianto moderno ed efficace per la ricezione del segnale TV: spesso i condomini non sono in accordo sugli interventi di manutenzione o, in alternativa, il palazzo è troppo vecchio e nelle canaline non vi è abbastanza spazio per nuovi cavi. Ci si organizza, quindi, con piccole antenne portatili da collegare alla rete elettrica, ma questi dispositivi spesso risentono della posizione e degli ostacoli poiché a uso esclusivo interno. Per non parlare delle necessità di viaggio, in campeggio o in camper, dove una soluzione d’urgenza potrebbe risolvere tante questioni. Di seguito, un progetto interessante di riciclo creativo.

Antenna UHF da materiali di riciclo

Schema antenna riciclata
Schema antenna riciclata

Il progetto che si andrà a realizzare è uno dei più famosi in Rete, proprio perché mediamente semplice ma altamente efficiente. Il nome, “Coat Hanger Antenna” – antenna a gruccia – deriva dai materiali utilizzati: spesso si recuperano appendiabiti per realizzarla. Gli strumenti necessari sono:

  • 4 grucce di metallo, oppure raggi d’ombrello, filo d’acciaio o rame semi-rigido;
  • 10 viti per legno oppure bulloni autostringenti;
  • Assi di legno, di lunghezza variabile e larghezza non inferiore ai 10 cm;
  • Nastro isolante;
  • Connettore femmina bilanciato per antenne (balun);
  • Trapano e avvitatore.

Il dispositivo che si andrà a creare sarà una tipica antenna a braccia laterali, 8 per lato, collegati all’interno da un elementare circuito e dal connettore bilanciato per cavo coassiale. La ricezione si adatta perfettamente alle frequenze UHF, anche per i canali in HD, mentre non è compatibile con le VHF. La quasi totalità delle trasmissioni italiane avviene in banda UHF, ma in alcuni centri i mux RAI e le TV locali potrebbero aver recuperato i vecchi ripetitori: verificare quindi sul sito di DGTVi il tipo di segnale ricevuto nella propria zona.

Si inizia con il tracciamento dei punti dove verranno fermate le viti o, in alternativa, i bulloni qualora si preferisse questa modalità. In tal caso, sarà necessario effettuare i dovuti fori con il trapano. Si prenda l’asse di legno – recuperato da vecchi mobili o letti, oppure acquistato grezzo nei negozi di bricolage – e si predispongano due file verticali di cinque viti, come da schema allegato. Verticalmente si dovranno avere quattro punti per lato distanziati di circa 13,33 centimetri ciascuno, mentre al centro andranno i due per il connettore. Orizzontalmente, invece, la distanza è di 2,5/3 centimetri.

Si prosegue creando le estensioni metalliche laterali. Qualora si utilizzassero le grucce, bisognerà tagliarne 4 ai due angoli laterali, affinché ogni braccio sia lungo circa 17,78 centimetri e distanziato nell’angolo interno da quello successivo di circa 7,62 centimetri. Si otterranno quindi 4 strumenti dalla forma virtualmente triangolare, per un totale di 16 braccia. La procedura può essere ovviamente ripetuta con altri metalli, come cavi rigidi oppure raggi d’ombrello: in tal caso l’inclinazione dell’angolo dovrà essere ricreata manualmente.

A questo punto, si prepara il semplice circuito interno per l’interconnessione degli elementi: seguendo lo schema, si tratta di un filo metallico che, partendo dalla prima vite laterale di sinistra, passa alle tre successive di destra per poi tornare nuovamente all’ultima di sinistra. Lo stesso per il lato opposto. Un ottimo consiglio è quello di piegare direttamente il cavo sulle viti non del tutto strette, così da ottenere la perfetta inclinazione.

Terminata la fase di preparazione, si passa al montaggio. Su ogni vite laterale, fatta eccezione per le due centrali, verranno montati gli elementi laterali, 4 per lato per un totale di 8 braccia. Questi saranno interconnessi fra loro dai cavi preparati poc’anzi: dove questi fili metallici si intersecano, servirà applicare del nastro isolante affinché non vi siano interferenze. Quindi si applica il connettore bilanciato, fissando ogni cavo ad aletta alle viti centrali, e si collega infine il normale cavo coassiale. È abbastanza difficile trovare tal connettore nei negozi d’elettronica italiani, poiché le antenne europee utilizzano solitamente una componente integrata, ma su eBay e affini se ne trovano a centinaia dai prezzi davvero irrisori. Il fissaggio di ogni elemento, inoltre, è a piacere a seconda della metodologia scelta: con bulloni, rondelle o elementi in plastica. Vi è un’unica precisazione: più le componenti saranno sollevate dal legno, maggiori le capacità di ricezione. Al termine, basta posizionare l’antenna in posizione verticale – predisponendo o avvitando una base in legno – e orientarla a seconda delle proprie esigenze.

Alternativa con riflettore

Zanzariera
Close up of mosquito net and window background via Shutterstock

Nelle zone poco coperte dal footprint dei ripetitori o, per contro, troppo affollate di segnalati a radiofrequenza, può essere utile rendere l’antenna più direzionale. L’obiettivo può essere raggiunto con un riflettore, ovvero una superficie metallica posta sul retro su cui le onde andranno a riflettersi. Costruirne uno è molto semplice: basta recuperare una vecchia rete da grill o, in alternativa, utilizzare una rete metallica a maglie strette, come una zanzariera. Se ne ritaglia un rettangolo di un centimetro per lato più lungo dell’estensione totale delle braccia dell’antenna, quindi si applica sulla parte posteriore del legno portante, magari creando un piccolo scheletro di supporto in plastica o sempre in legno. Come già ricordato, questo tipo d’antenna è direzionale: aumenta la ricezione dei canali ricevuti, quindi i DB di segnale, per le onde captate solo frontalmente.

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