Come avere 3600 euro all'anno e 203 euro al mese subito: il tuo ISEE non deve superare questa soglia -greenstyle.it
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Con l’entrata in vigore delle modifiche alla normativa sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), milioni di famiglie italiane con figli vedono una significativa revisione nel calcolo del patrimonio immobiliare, con benefici concreti per l’accesso a bonus e agevolazioni.
Le novità introdotte dalla manovra finanziaria 2026 non riguardano un’erogazione diretta di denaro, ma un adeguamento tecnico che aumenta la franchigia patrimoniale sulla prima casa e modifica la scala di equivalenza, abbassando così l’ISEE complessivo per le famiglie con almeno due figli.
La maggiore franchigia sulla prima casa e il “bonus 2.500 euro”
A partire dal 2026, la franchigia base sulla prima casa passa da 52.500 a 91.500 euro, quasi raddoppiando il valore che viene escluso dal calcolo del patrimonio immobiliare ai fini ISEE. Inoltre, la cosiddetta maggiorazione di 2.500 euro per figlio non scatta più dal terzo figlio, bensì dal secondo. Questo significa che per una famiglia con due figli conviventi si applica già uno sconto di 2.500 euro, per tre figli 5.000 euro e così via.

Un ulteriore adeguamento riguarda le famiglie residenti nei capoluoghi delle città metropolitane, dove la franchigia base viene elevata a 200.000 euro, tenendo conto del valore mediamente più alto degli immobili in città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Bari e Reggio Calabria.
Questa modifica tecnica, spesso definita impropriamente come “bonus 2.500 euro”, non rappresenta un assegno né una detrazione fiscale, ma una maggiore esclusione del valore della casa dal patrimonio considerato per il calcolo ISEE. Di conseguenza, un ISEE più basso consente l’accesso a prestazioni sociali e agevolazioni con importi più elevati.
Parallelamente alla revisione della franchigia, la manovra 2026 introduce variazioni anche nella scala di equivalenza, il coefficiente che tiene conto del numero e delle caratteristiche dei componenti del nucleo familiare nel calcolo dell’ISEE. Per le famiglie con almeno due figli, il coefficiente viene aumentato: ad esempio, per due figli si passa da una maggiorazione di 0 a 0,1, mentre per tre figli da 0,2 a 0,25. Tale incremento contribuisce ulteriormente a ridurre l’ISEE complessivo.
Le stime indicano che la riduzione dell’ISEE può variare da 3.000 a 9.000 euro, a seconda del valore dell’immobile e della composizione del nucleo familiare. Per esempio, una coppia con due figli che vede il proprio ISEE scendere da 23.000 a 17.000 euro può ottenere circa 90 euro in più al mese di assegno unico per ciascun figlio, con un aumento complessivo superiore a 2.100 euro annui.
Dal 1° gennaio 2026, le soglie ISEE per l’assegno unico sono state adeguate all’inflazione con un incremento dell’1,4%. I nuovi parametri prevedono:
- ISEE fino a 17.468,51 euro: importo massimo di 203,81 euro al mese per figlio (rispetto ai 201 euro del 2025);
- ISEE tra 17.468,51 e 46.230,35 euro: importo progressivamente decrescente;
- ISEE oltre 46.230,35 euro o assenza di ISEE: importo minimo di 59,83 euro mensili per figlio.
Un valore ISEE più basso apre anche la porta ad altre agevolazioni, tra cui:
- Bonus asilo nido, che per ISEE inferiori a 25.000 euro può raggiungere fino a 3.600 euro annui a partire dal secondo figlio;
- Bonus sociale per le bollette, riservato alle famiglie con ISEE sotto 9.530 euro oppure 20.000 euro se il nucleo è composto da almeno quattro figli, con sconti automatici su luce, gas e acqua;
- Agevolazioni comunali per rette scolastiche, mense e trasporti pubblici, calcolate in base all’ISEE.
