Greenstyle Ambiente Cambiamento climatico, riscaldamento globale, emergenza climatica: differenze e cosa hanno in comune

Cambiamento climatico, riscaldamento globale, emergenza climatica: differenze e cosa hanno in comune

Cambiamento climatico, riscaldamento globale, emergenza climatica: differenze e cosa hanno in comune

Fonte immagine: Unsplash / Markus Spiske

Temperature al di sopra della media, siccità, incendi, piogge torrenziali, ghiacciai che si sciolgono, mari e oceani più caldi, risorse idriche sempre più scarse, specie animali e vegetali destinate all’estinzione: la Terra è sotto attacco e la minaccia si chiama emergenza climatica.

Una crisi che è il frutto dell’agire sconsiderato dell’uomo, che con le sue attività, dall’agricoltura all’industria, dall’allevamento ai trasporti, ha radicalmente mutato le condizioni climatiche del Pianeta causando, tra i tanti effetti, un innalzamento delle temperature che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza della Terra e delle specie che lo abitano.

Cambiamento climatico e riscaldamento globale sono i due volti di un’emergenza climatica che va affrontata con urgenza per scongiurare disastri ambientali di dimensioni sempre più catastrofiche e proteggere il Pianeta e chi ci vive.

Nell’articolo approfondiremo la relazione, le differenze e le analogie tra queste tre espressioni, che ci parlano di un futuro – quello dell’uomo e della Terra – sempre più a rischio e invitano Nazioni e cittadini ad agire, subito, per salvarlo.

Cambiamento climatico
Fonte: Unsplash / Chris Leboutillier

Cambiamento climatico: cos’è e quali sono i suoi effetti sul Pianeta

L’espressione “cambiamento climatico” o “mutamento climatico” fa riferimento a una serie di modifiche al clima della Terra che si manifestano con variazioni di numerosi parametri, dalle temperature alle precipitazioni fino allo sviluppo e alla distribuzione di specie animali e vegetali.

I cambiamenti climatici possono avvenire in maniera naturale e caratterizzano da sempre la storia della Terra. La definizione odierna di “cambiamento climatico”, tuttavia, indica le alterazioni del clima determinate dalle attività umane, ossia il “cambiamento climatico antropogeno” che si è verificato a partire dal 19° secolo con la rivoluzione industriale.

Si tratta di un profondo stravolgimento del clima scatenato soprattutto dall’aumento in atmosfera dei gas serra, generati dalla combustione di combustibili fossili come petrolio, carbone e gas. Questi gas creano intorno alla Terra una coltre, una barriera che trattiene il calore del Sole, impedendone la dispersione, e fa aumentare le temperature.

Quali sono le cause di questo aumentato rilascio di gas serra in atmosfera? Tra i principali responsabili delle emissioni ci sono:

  • l’impiego di combustibili fossili per la produzione di energia
  • la deforestazione
  • le attività agricole
  • l’allevamento intensivo
  • la produzione di rifiuti, in particolare di plastica, che favorisce l’inquinamento ambientale
  • la sempre maggiore urbanizzazione e motorizzazione.

Si tratta, dunque, di una problematica innescata e quotidianamente alimentata da moltissime attività umane, dall’industria all’agricoltura, dai trasporti all’uso del suolo.

Leggi l’articolo “Cambiamenti climatici: cause e conseguenze in Italia e nel mondo” per approfondire da cosa dipendono i mutamenti climatici e quali sono i loro effetti, sia a livello globale che nel nostro Paese.

Riscaldamento globale: i pericoli di una Terra sempre più calda

Come abbiamo accennato, il riscaldamento globale, o global warming, è una delle manifestazioni più evidenti e preoccupanti del cambiamento climatico e rappresenta uno degli aspetti da cui derivano le conseguenze più drammatiche per il Pianeta e per le specie animali e vegetali che lo abitano.

Con questa espressione si intende l’aumento delle temperature medie della Terra dovuto alle attività umane. Anche questo processo ha subito un’accelerazione a partire dalla fine dell’Ottocento del secolo scorso, con la rivoluzione industriale, a causa delle sempre più elevate emissioni di gas serra in atmosfera.

Rispetto alle temperature preindustriali, la Terra è già più calda di 1,2 gradi centigradi, ma secondo le stime delle Nazioni Unite l’aumento medio della temperatura a livello globale raggiungerà gli 1,5 gradi entro il 2050 e potrebbe superare questa soglia entro il 2100.

La comunità scientifica ha messo in guardia sui rischi di sforare il tetto degli 1,5 gradi di aumento e sull’importanza di agire globalmente per mantenere l’incremento delle temperature entro quei livelli. È proprio questo uno degli obiettivi dell‘Accordo di Parigi, siglato nel 2015 da 195 paesi che hanno partecipato alla Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (Cop 21).

Al centro dell’intesa c’è l’impegno a limitare la crescita della temperatura media globale sulla superficie delle terre emerse e degli oceani, attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali entro la fine del secolo, facendo però tutto il possibile per tentare di non superare gli 1,5 gradi.

riscaldamento globale conseguenze
Fonte: Unsplash / Melissa Bradley

Le conseguenze del riscaldamento globale

Come si legge nell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, già un aumento di 1,5 gradi delle temperature medie rappresenta un punto di non ritorno per le sorti del Pianeta, degli ecosistemi, dell’uomo e di tutte le specie viventi perché, recita il documento, “ogni decimo di grado di riscaldamento aggiuntivo aumenterà le minacce per le persone, le specie e gli ecosistemi”.

Un incremento maggiore produrrebbe effetti ancora più catastrofici, come la scomparsa di molti ghiacciai in tutto il mondo, la scarsità d’acqua, altissimi rischi di estinzione per numerose specie terrestri.

Allo stato attuale, le conseguenze del riscaldamento globale sono già pesantissime. Tra i problemi che oggi appaiono evidenti ci sono:

  • siccità e desertificazione di numerose aree del Pianeta
  • tropicalizzazione del clima nelle fasce un tempo temperate
  • scioglimento dei ghiacci perenni a livello dei Poli e perdita dei ghiacciai montani
  • aumento del livello dei mari e inondazione delle aree costiere
  • maggiore frequenza di fenomeni come uragani, inondazioni, frane e valanghe
  • aumento degli incendi
  • estinzione di numerose specie animali e vegetali.

Oltre che sull’ambiente, gli effetti del riscaldamento globale minacciano di ripercuotersi su tutti gli ambiti dell’esistenza dell’uomo, dall’economia alla salute, con conseguenze come:

  • riduzione dell’acqua potabile a livello globale
  • scarsità di generi alimentari
  • limitata disponibilità di materie prime per l’industria
  • calo della produzione e dell’occupazione in tutti i settori economici
  • povertà
  • maggiore circolazione di microrganismi nocivi, come virus e batteri, e maggiore incidenza di malattie
  • malnutrizione
  • aumento dei flussi migratori
  • conflitti tra Nazioni per il controllo delle risorse, sempre più scarse.

Leggi l’articolo per approfondire cause, effetti e possibili rimedi per il riscaldamento globale.

emergenza climatica
Fonte: Unsplash / Li An Lim

Emergenza climatica: l’urgenza di agire ora

Dall’analisi risulta evidente che la Terra e i suoi abitanti sono nel pieno di un’emergenza climatica che ne minaccia il futuro e la stessa sopravvivenza. Il concetto di “emergenza climatica”, che descrive le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico dando il senso dell’urgenza di invertire la rotta, si è diffuso a partire dal 2018 con la nascita di movimenti ambientalisti impegnati nella lotta al cambiamento climatico.

Tra i più famosi e attivi c’è Youth for Climate, composto da studenti internazionali che saltano le lezioni scolastiche e partecipano ad azioni di protesta in cui chiedono ai Governi di riconoscere lo stato di emergenza e di agire rapidamente e concretamente contro la crisi climatica. Un movimento che ha preso le mosse dagli scioperi per il clima dell’attivista svedese Greta Thunberg e che ben presto ha ispirato migliaia di studenti in tutto il mondo.

Ragazzi che hanno fatto proprio lo slogan di Greta, Fridays for Future, che usano scioperi e proteste per richiamare gli Stati al rispetto dell’Accordo di Parigi e, in particolare, dell’impegno a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Senza un’immediata e profonda riduzione delle emissioni in tutti i settori, come ribadisce anche l’ultimo report IPCC, l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5° centigradi è impossibile da realizzare.

Cambiamento climatico, riscaldamento globale, emergenza climatica: diverse facce, un’unica crisi

Cambiamento climatico, riscaldamento globale, emergenza climatica sono, dunque, concetti diversi ma strettamente interconnessi: cambiamento climatico e riscaldamento globale rappresentano due facce della stessa medaglia e, insieme, concorrono a determinare l’emergenza climatica che stiamo vivendo. Una minaccia che è sempre più urgente affrontare per porre un freno ai disastri ambientali e alle loro conseguenze sul Pianeta e sulla vita dell’uomo.

Fronteggiare l’emergenza climatica significa mitigare i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale e farlo in fretta: i prossimi anni saranno cruciali per cercare di assicurare alla Terra e all’uomo un futuro vivibile. Come? Le soluzioni sono tante e vanno messe in atto tutti insieme, un Paese accanto all’altro, perché la crisi climatica è una crisi globale e può essere risolta solo con strategie condivise.

Come sottolinea il già citato report IPCC, è necessario prevedere importanti transizioni nel settore energetico e interventi di profonda trasformazione di tutti gli ambiti, come la produzione energetica, l’industria, l’agricoltura, l’uso del suolo, l’edilizia e i trasporti. Le possibili azioni da intraprendere includono:

  • la riduzione delle emissioni di gas serra in tutti gli ambiti delle attività umane, da quelli agricoli a quelli industriali: l’obiettivo individuato è il loro dimezzamento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, requisito indispensabile per limitare il riscaldamento climatico a 1,5 gradi
  • una sostanziale diminuzione dell’uso dei combustibili fossili
  • il potenziamento dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili
  • una maggiore diffusione della mobilità elettrica per abbattere l’inquinamento da combustibili fossili
  • il miglioramento dell’efficienza energetica
  • l’implementazione di sistemi di assorbimento e stoccaggio del carbonio emesso in atmosfera
  • la riduzione dei rifiuti
  • la protezione e il ripristino degli ecosistemi naturali.
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Fonte: Unsplash / Appolinary Kalashnikova

L’impegno di Agenda 2030 per la lotta contro il cambiamento climatico

La lotta al cambiamento climatico deve vedere in prima linea gli Stati e, per questo, è al centro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Il piano prevede 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile: il tredicesimo è proprio la lotta contro il cambiamento climatico, ovvero l’adozione di misure urgenti per combattere questa emergenza e fronteggiare le sue conseguenze.

L’intento è quello di rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i Paesi, integrando nelle politiche e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici e migliorando la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale in materia di mitigazione, riduzione dell’impatto e allerta precoce.

L’emergenza climatica, purtroppo, è già in atto, quindi lo sforzo di tutti i Paesi deve puntare non solo ad evitare che si aggravi, ma anche ad affrontarla il più possibile in sicurezza e con i minori rischi possibili, imparando a convivere e a proteggersi dai devastanti effetti del cambiamento climatico.

L’Agenda 2030 stabilisce anche l’impegno dei paesi più ricchi a fornire un aiuto finanziario a quelli più poveri per rendere meno gravi e favorire l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, per esempio sostenendo la ricostruzione e la ripresa economica nei territori colpiti da disastri ambientali.

Anche i singoli cittadini sono chiamati a fare la loro parte per contribuire alla sfida contro il cambiamento climatico con comportamenti quotidiani all’insegna della sostenibilità in tutti gli ambiti della loro vita, dai consumi energetici alla mobilità, dalla gestione dei rifiuti alle scelte alimentari.
Contro l’emergenza climatica, il futuro è adesso e possiamo costruirlo solo agendo subito, e facendolo tutti insieme.

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