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Ailanto: 7 curiosità sull’albero del paradiso

L'Ailanto è un arbusto originario della Cina, ormai naturalizzato anche in Europa e Stati Uniti: ecco 7 curiosità su questo albero, ma anche sul suo miele.

Ailanto: 7 curiosità sull’albero del paradiso

Fonte immagine: Pixabay

Si chiama Ailanto, nome botanico Ailanthus Altissima ed è un arbusto che si è meritato il nome di Albero del Paradiso per la sua velocità di crescita. Ma tolto questo appellativo angelico, la specie non è molto gradita per molte ragioni. È infatti infestante, può provocare danni alla flora limitrofa e i fiori possono anche essere maleodoranti.

Per tutti questi motivi l’Ailanto non ha una grande cerchia di simpatizzanti, se anche per secoli abbia avuto largo spazio in Europa e USA come albero da ombra. Le origini della pianta sono cinesi, ma nel 1700 fu importata per errore in Inghilterra e Francia da un missionario che l’aveva probabilmente scambiata per il comune albero della lacca.

Da qui, sul finire del 700, l’Ailanto fu portato anche negli Stati Uniti, in Pennsylvania, dove suscitò un certo interesse per crescita rapida e il poco bisogno di cure. Si tratta infatti di un arbusto che attecchisce facilmente ovunque, anche nelle fessure dei marciapiedi o tra i muretti di pietra.

Che pianta è l’Ailanto

L’Ailanto è un albero deciduo della famiglia delle Simarubacee, di cui fa parte anche la Quassia. È originario della Cina nord-orientale e centrale, nonché di Taiwan. Ma è ormai naturalizzato in Europa, Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda, tollerando anche terreni poveri e aria di qualità scarsa.

Può raggiungere i 25 metri di altezza in piena maturità e tende a crescere rapidamente. Circa un metro di altezza ogni anno.

Da qui l’appellativo di Albero del Paradiso, vista la velocità di crescita per raggiungere il cielo.

Ailanto
Fonte: Pixabay

Dove cresce l’Ailanto

Come detto, l’Ailanto ha origini cinesi, ma cresce facilmente ovunque, specie nei luoghi dai climi temperati. Non ha bisogni particolari per attecchire e si adatta a prosperare in terricci poco nutrienti, come anche in ambienti dove le radici non possono estendersi molto a fondo.

Per questo si può notare spesso una sua crescita spontanea anche in città, nelle fessure tra l’asfalto delle strade.

Quanto vive un Ailanto

Se da una parte l’Ailanto è velocissimo a vegetare e prosperare, tanto che si diffonde in modo aggressivo per seme o per germogli di radice, è anche poco longevo. È molto raro che questi alberi possano superare i 50 anni di vita. In compenso è una specie che sopporta l’inquinamento atmosferico, anche da biossido di zolfo e polvere di cemento.

Come eliminare le piante di Ailanto

Non è semplice debellare l’Ailanto, che infatti è considerato una specie infestante non a caso. Il taglio e la falciatura non sono efficaci per liberarsene, in quanto l’albero risponde con la produzione di molti germogli dal ceppo e polloni dal suo apparato radicale.

In caso di piantine giovani, si possono estirpare a mano, eliminando le radici quando il terreno è umido. Se l’albero è invece più maturo, è essenziale ricorrere a diserbanti ed erbicidi sistemici, tipo Triclopir, dall’estate e fino all’inizio dell’autunno. Ma è utile chiedere info a professionisti del settore per non correre il rischio di danneggiare le altre piante.

Ailanto
Fonte: Pixabay

Quando fiorisce l’Ailanto

La fioritura di questo albero, a seconda del luogo di crescita, può avvenire da aprile fino a luglio inoltrato. C’è una differenza però tra arbusti maschi e femmine. I primi infatti producono molti più fiori dei secondi, ma sono anche caratterizzati da un odore sgradevole.

È un modo che ha la pianta per attirare gli insetti impollinatori.

Cos’è il miele di Ailanto

Non è molto noto, ma il miele di Ailanto è un alimento che sta riscuotendo un certo successo anche da noi qui in Italia. Ha un colore giallo paglierino, è cremoso ed è molto complesso sotto il profilo organolettico. Al palato è fruttato, con sentori di pesca e un lieve accenno di moscato.

Le regioni italiane più famose per la produzione sono Toscana, Lombardia e Veneto.

A cosa fa bene il miele di Ailanto

Come la maggior parte dei mieli, anche il miele di Ailanto vanta proprietà antibatteriche e antiossidanti, oltre che essere un ottimo ricostituente. Da crudo aiuta a calmare la tosse, lenire il mal di gola in modo naturale, ma anche a combattere il mal di stomaco e la stanchezza.

Se decidi di acquistare miele di Ailanto, fallo però solo da venditori certificati, che sanno esattamente come estrarre il nettare dalla pianta. È infatti risaputo che l’albero ha una corteccia tossica per uomo e animali, che può provocare dermatiti da contatto.

I fiori sono invece potenzialmente allergizzanti, possono quindi provocare riniti e reazioni allergiche anche gravi. Per tutti questi motivi, anche i soggetti non sensibili dovrebbero fare attenzione al consumo di miele di Ailanto e derivati. Nel dubbio consultare il medico per avere un quadro più lineare della situazione.

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