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Acero rosso: caratteristiche, coltivazione e cura della pianta

Acero rosso: caratteristiche, coltivazione e cura della pianta

Fonte immagine: Pixabay

L’acero rosso è uno degli alberi più vistosi e appariscenti, per via delle sue coloratissime foglie. Da sempre sinonimo d’autunno, questo albero è diventato anche un vero simbolo dei paesi del Nord America, in particolare del Canada. Tant’è che la nazione ha deciso di includere una foglia di questa pianta anche nella sua bandiera ufficiale. Ma quali sono le caratteristiche dell’acero rosso, come si coltiva la pianta e, soprattutto, come si cura nel tempo?

Prima di cominciare con la coltivazione, si consiglia però di chiedere un parere al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia. Servono infatti delle precise condizioni climatiche affinché questa pianta possa crescere rigogliosa e, di conseguenza, si dovrà verificare la fattibilità dell’operazione in relazione al proprio luogo di residenza.

Cosa è l’acero rosso

Acero rosso, foglie

Con il termine acero rosso si identifica comunemente l’Acer rubrum, un albero appartenente alla famiglia delle piante Hippocastanaceae e originario del Nord America. È proprio uno degli alberi a crescita spontanea più diffusi negli stati più settentrionali degli USA e, fatto non meno importante, una delle piante più presenti in Canada.

Tuttavia, non mancano boschi di acero rosso anche in zone più assolate, come nel Texas e nella Florida. L’acero rosso è poi stato esportato in tutto il mondo, a latitudini temperate, dove cresce senza troppi intoppi fino a 900 metri d’altezza. Al di fuori dei territori d’origine, tuttavia, viene scelto perlopiù come varietà ornamentale. Anche se, in realtà, nel Vecchio Continente si predilige l’Acer Atropurpureum viste le dimensioni più contenute.

Ma quali sono le caratteristiche dell’acero rosso? La pianta solitamente prevede un fusto solido e dalla corteccia molto dura, un fusto in grado di raggiungere in media i 18 metri d’altezza, anche se esistono varietà comprese tra i 27 e i 35 metri. La pianta è facile da riconoscere per via delle sue foglie: queste prevedono diversi lobi palmati, da 5 a 7 di lunghezza di circa una decina di centimetri, e un profilo dentellato.

È tuttavia il loro colore a essere predominante, in quanto tendono a un rosso molto intenso, colore che tende a diventare addirittura più accesso in corrispondenza dell’autunno. L’acero rosso è infatti una pianta decidua, che perde le foglie durante la stagione fredda.

Non mancano nemmeno delle curiosità interessanti su questa pianta: non tutti forse sanno, infatti, che è proprio dall’Acer rubrum che si ricava il dolce e famoso sciroppo d’acero.

Varietà “americane” e “giapponesi”

Quando si parla di varietà di acero rosso, si tende sempre a fare confusione. Questo perché di solito vengono elencate tutte le varietà di acero – come la Negundo o la Japonicum – anziché quelle più tipicamente rosse. Se si parla più propriamente di varietà di acero rosso, bisogna sempre considerare come si parli di una sola specie: l’Acer rubrum.

Poiché questa pianta cambia caratteristiche morfologiche in relazione ai luoghi di crescita e coltivazione, si identificano più di 200 tipologie diverse. Nel linguaggio popolare l’albero è stato diviso nei gruppi delle piante “americane” – più vistose e alte – e delle “asiatiche” o “nane”, invece dallo sviluppo più contenuto. Queste ultime sono preferite per la coltivazione in Europa, poiché tendono a non superare i 10 metri di altezza e si adattano facilmente anche ai comuni giardini.

Come coltivare l’acero rosso

Aceri rossi

Date le sue splendide colorazioni e lo spettacolo che può garantire alla vista, in molti si chiedono se sia possibile coltivare l’acero rosso anche nell’area del Mediterraneo. La risposta è affermativa, poiché la pianta si adatta sul nostro territorio dal livello del mare fino ai 900 metri d’altezza, ma è indispensabile rispettare alcune necessità di crescita.

Necessità dell’acero rosso

Acero giapponese

In Italia la tipologia di questa pianta più coltivata è quella dell’acero rosso palmato, detto anche giapponese o Acer Atropurpureum. Si tratta di una varietà sviluppata in Oriente, dalle dimensioni contenute: a seconda delle zone, rimane infatti tra gli 1.5 e i 5/6 metri d’altezza. Può essere anche coltivato il più classico Acer rubrum, anche se scelta più rara per il nostro territorio.

Per poter crescere rigogliosa, l’acero rosso scelto per lo Stivale necessita però che siano soddisfatte alcune condizioni:

  • Clima: mite e temperato, non particolarmente afoso né eccessivamente gelido. Il periodo di attività della pianta è tra marzo e gli inizi di novembre, se si sceglie l’esposizione in giardino è quindi consigliabile predisporre opportune coperture nei mesi più freddi dell’anno;
  • Terreno: morbido oppure a medio impasto, ricco di torba o di sabbia, non troppo ricolmo di sassi, rametti e altri oggetti estranei. È preferibile scegliere un terriccio fertile e azotato, quindi è consigliata una concimazione ciclica con fertilizzanti organici, come il compost oppure il letame;
  • Esposizione solare: questi alberi non amano un’irrorazione solare eccessiva, di conseguenza è sempre indicato scegliere una penombra oppure un’esposizione non rivolta a sud;
  • Annaffiature: l’acero rosso è una pianta molto adattabile e non richiede frequenti annaffiature, se non in piena estate. Possono quindi bastare le normali precipitazioni di stagione.

Coltivazione in vaso e in giardino

Date le dimensioni contenute, le tipologie “asiatiche” di acero rosso possono essere coltivate non solo in giardino, ma anche in vaso. In questo caso, si dovrà scegliere un contenitore dal diametro di almeno 70 centimetri e di una profondità sufficiente. Sul fondo è consigliato adagiare un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, si riempie poi il tutto con del terriccio morbido mescolato a poca torba.

Per la coltivazione, va innanzitutto specificato come questo tipo di piante abbia una crescita molto lenta. Un acero può impiegare anche 10-15 anni per raggiungere un’altezza pressoché definitiva. Per questa ragione, nella maggior parte dei casi si predilige l’acquisto di esemplari già abbastanza cresciuti, da trapiantare direttamente in dimora definitiva.

La coltivazione da seme è possibile ma praticamente sempre ignorata, si preferisce invece la talea, che si realizza tagliando in primavera un rametto di 15 centimetri, con un taglio poco sotto a una gemma, e immergendo questa estremità in torba, sabbia e terriccio morbido. Dopo circa 90 giorni, il rametto radicato potrà essere trasferito in dimora definitiva.

Come curare la pianta d’acero

Foglia d'acero

La pianta di acero è solitamente molto resistente e adattabile e, di conseguenza, non necessita di grandi cure. Soprattutto se in giardino o in un grande prato, mentre in vaso è necessaria qualche attenzione in più.

Annaffiatura

Come già accennato, all’aperto l’acero rosso non necessita di grandi annaffiature, se non nei periodi più afosi dell’estate, quando il terreno potrebbe apparire molto arido.

In vaso il discorso è diverso, soprattutto se la piantina viene mantenuta in casa, dove le temperature sono medio-alte durante tutto il corso dell’anno. Il terriccio dovrà sempre apparire umido, ma non eccessivamente bagnato.

Potatura

Quando coltivata in vaso, la pianta potrebbe aver bisogno di potature, soprattutto quando la chioma diventa troppo vistosa oppure ingestibile.

Si procede solitamente in primavera o alla fine dell’autunno, eliminando i rametti più esterni, poco ricchi di foglie o rinsecchiti. Il taglio dovrà essere obliquo, effettuato con una cesoia sterilizzata, possibilmente poco sotto a eventuali gemme.

Parassiti

Afidi

Anche l’acero rosso è soggetto all’azione aggressiva di numerosi insetti, che possono rallentarne la crescita o danneggiarne tutte le foglie. Fra i più insistenti vi sono gli afidi e il ragnetto rosso, ma non mancano nemmeno le cocciniglie.

Per queste piante è però molto efficace la lotta integrata e biologica, introducendo sull’albero piccole popolazioni di coccinelle.

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