Movimenti strategici per le trivelle nel Canale di Sicilia: Shell e Northern Petroleum hanno rinunciato ai permessi di ricerca G.R 20.NP, G.R 21.NP e G.R 22.NP (evidenziati in rosso nella foto e di proprietà di Shell al 70% e NP al restante 30%), mentre per i permessi G.R 17.NP, G.R 18.NP e G.R 19.NP (evidenziati in verde e di esclusiva proprietà del gigante anglo-olandese) Shell ha avanzato la richiesta di rinuncia all’istanza di sospensione del decorso temporale. Queste sigle identificano un tratto di mare enorme, di estensione superiore all’intera provincia di Trapani. Ma la cosa più importante è che queste concessioni sono a due passi dall’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

La questione è abbastanza complessa e ha generato un equivoco sulla possibile “de-trivellazione” delle Egadi. In realtà non è così e, molto probabilmente, la rinuncia ai permessi G.R 20.NP, G.R 21.NP e G.R 22.NP non è altro che una mossa pubblicitaria. Tutti e tre, infatti, sarebbero scaduti a breve: il 14 febbraio 2013. Ma in tutti e tre le prospezioni sismiche tridimensionali sono state già fatte con gli airgun. Quello che è certo è che, nel luglio 2011, Northern Petroleum si dichiarava preoccupata per i permessi G.R 20.NP e G.R 21.NP a causa del decreto Prestigiacomo che vietava le trivelle in mare a meno di 12 miglia dalle aree marine protette.

Anche nel permesso 17 (ma non nel 18 e nel 19), la ricerca con gli airgun è stata completata. Questi tre permessi scadevano tra il marzo e il maggio del 2011, ma il 3 dicembre 2010 è stata presentata una richiesta di sospensione. Che oggi viene ritirata. Il che vuol dire che a breve potrebbero tornare in funzione i cannoni ad aria compressa di fronte le Egadi e, in un futuro non troppo lontano, arrivare le trivelle nel perimetro di questi tre permessi.

In questo modo la coppia Shell&NP si allontana leggermente dal parco naturale (ma non era tenuta a farlo, in seguito alla sanatoria Passera sulle trivelle off-shore). Che le grandi società petrolifere non abbiano intenzione di abbandonare il canale di Sicilia è testimoniato dal fatto che sempre Northern Petroleum ha chiesto la riperimetrazione del permesso di ricerca d 30 G.R-.NP, sito al largo di Agrigento.

Stessa azienda, ma in altra area: Northern Petroleum ha deciso di rinunciare ai permessi di ricerca “La Sacca“, “Savio” e “Punta Marina“. Sono tre permessi ricadenti (o limitrofi) all’interno del Parco interregionale del delta del Po, tutti vicini al permesso di ricerca Longastrino in cui Northern Petroleum ha appena inaugurato il primo pozzo esplorativo in cerca di gas.

Fonti: UNMIG, Northern Petroleum

4 settembre 2012
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Angelo Pietro Vergani, martedì 4 settembre 2012 alle22:54 ha scritto: rispondi »

Lupi in agguato...

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