Shale gas, EPA: fracking contamina acqua potabile

L’Agenzia per la protezione ambientale americana in una relazione ha confermato i rischi del fracking per la salute pubblica, sostenendo che i fluidi impiegati nella discussa tecnica estrattiva contaminino l’acqua potabile. L’EPA ha dichiarato che esistono prove sufficienti della contaminazione già avvenuta in alcune aree e in casi specifici.

Nella relazione precedente pubblicata nel 2015 l’EPA concludeva invece che il fracking non rappresentava una minaccia per le falde acquifere, o meglio che non esistevano prove di una contaminazione sistematica dell’acqua potabile. L’analisi dell’EPA sugli effetti del fracking sull’acqua potabile è la più ampia mai effettuata e prende in esame oltre mille studi precedenti.

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Lo studio è iniziato nel 2010 su richiesta del Congresso americano. I risultati già a disposizione delle autorità ambientali sono stati integrati ai dati provenienti da nuovi studi e ulteriori analisi.

L’agenzia sostiene che il fracking contamini l’acqua potabile in tutte le fasi del processo: l’approvvigionamento di risorse idriche da iniettare nei pozzi; l’aggiunta di additivi chimici alle miscele di fluidi; l’iniezione vera e propria; lo smaltimento delle acque reflue.

Il fracking viene impiegato da tempo negli Stati Uniti nei giacimenti di shale gas e petroliferi per favorire la risalita degli idrocarburi rimasti intrappolati nelle rocce. L’iniezione ad alta pressione di miscele di acqua, sabbia e di altre sostanze chimiche frattura le rocce, liberando il gas all’interno.

La fratturazione idraulica è una tecnica estrattiva molto apprezzata dalle compagnie energetiche, perché consente di sfruttare giacimenti considerati esauriti per le tecniche convenzionali.

A criticare aspramente il fracking sono invece gli ambientalisti americani e gran parte dell’opinione pubblica, preoccupata dai rischi associati da diversi studi alla fratturazione idraulica: terremoti; contaminazione delle falde acquifere; emissioni nocive per la popolazione che risiede nelle vicinanze dei pozzi.

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Per precauzione alcuni Stati americani tra cui lo Stato di New York hanno deciso di mettere al bando il fracking. Anche Obama ha emanato norme restrittive per limitare il fracking sul territorio federale.

L’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti cambia però drasticamente lo scenario. Trump ha deciso di mettere a capo dell’EPA Scott Pruitt. Il procuratore generale dell’Oklahoma ha condotto per anni una campagna proprio contro l’EPA, accusata di detenere troppo potere e di frenare le attività produttive del Paese.

Lo stesso Trump ha dichiarato di voler sbloccare le normative sul fracking e si sta circondando di consiglieri e uomini di fiducia scelti tra i vertici dei colossi dei fossili. Tra questi Harold Hamm, direttore esecutivo della Continental Resources, compagnia energetica che ha costruito la sua fortuna proprio grazie al fracking.

16 dicembre 2016
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Sky
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