Il Parlamento europeo approva la nuova direttiva sui sacchetti di plastica. Il testo limiterà nei Paesi aderenti all’Unione Europea l’impiego delle buste prodotte con materiali plastici inquinanti in maniera progressiva, stabilendo una riduzione obbligatoria di almeno l’80% entro il 2019.

La direttiva UE per limitare l’uso dei sacchetti di plastica è stata approvata dal Parlamento di Strasburgo con una maggioranza molto ampia: 539 voti a favore, 51 contrari e 72 astensioni. Una votazione rapida, in “prima lettura”, al fine di garantire la possibilità di far ripartire l’iter con un documento ufficiale di partenza una volta che verrà riunita la nuova assemblea in seguito alle ormai prossime Elezioni Europee 2014.

Nella direttiva è prevista una prima riduzione del 50% da raggiungere entro il 2017, per poi passare all’80% entro il 2019. I mezzi per ottenere questi risultati potranno essere diversi, tasse, divieti e restrizioni di vario tipo inclusi. Come ha riferito Margrete Auken (Verdi/ALE, DK):

I deputati oggi hanno votato per rafforzare in modo significativo i progetti di norme comunitarie volte a ridurre l’uso dei sacchetti di plastica, in particolare per includere obiettivi obbligatori europei di riduzione e l’obbligo di far pagare per i sacchetti di plastica costo.

Come i Paesi che hanno iniziato tale processo prima hanno dimostrato, ridurre drasticamente il consumo di questi sacchetti di smaltimento è un obiettivo facilmente raggiungibile con una politica coerente. Eliminando rapidamente tali sacchetti è una soluzione facilmente applicabile al problema pervasivo dei rifiuti plastici nell’ambiente.

Soddisfazione espressa anche da Legambiente, che sottolinea l’importanza del ruolo giocato dall’Italia nel dare impulso e forza al procedimento. Stefano Ciafani, vicepresidente dell’associazione ambientalista:

L’approvazione in prima lettura della Direttiva sugli shopper da parte del Parlamento europeo rappresenta un’importante vittoria per l’ambiente in Europa e un passo importante per continuare la battaglia sulla riduzione dell’uso delle buste di plastica usa e getta. Entro il 2019 nella UE dovrà essere tagliato dell’80% l’uso dei sacchetti per la spesa di plastica leggera (più sottili di 50 micron), i più inquinanti e diffusi.

In questo iter, che ha portato all’approvazione quasi unanime della direttiva, l’Italia ha avuto un ruolo importante dato che è stata un esempio virtuoso e ha fatto scuola in Europa proprio per la riduzione delle buste di plastica, per la lotta all’inquinamento marino da plastica e per l’uso dei sacchetti compostabili per la raccolta differenziata dell’umido domestico.

Una buona pratica quella italiana che ha consentito al Paese di abbandonare in fretta, conclude Ciofani, il ricorso di massa agli inquinanti sacchetti di plastica:

In soli tre anni, con l’entrata in vigore nel 2011 della legge contro gli shopper non compostabili, la nostra Penisola è riuscita a dimezzare la percentuale di consumo dei sacchetti di plastica, che prima era pari al 25% del totale commercializzato in tutta Europa, diventando un Paese virtuoso e abbandonando il triste primato di Paese europeo con maggior consumo di shopper usa e getta.

17 aprile 2014
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I vostri commenti
UGO BARDI, giovedì 17 aprile 2014 alle21:58 ha scritto: rispondi »

IMPIEGARE SHOPPERS USA E GETTA FATTE IN BIO POLIMERO TIPO MATERBì E' UN ERRORE, Perché è UNA "NON SOLUZIONE" AL PROBLEMA. QUESTA DIRETTIVA UE E' STATA FORTEMENTE VOLUTA E PRETESA DA NOVAMONT, BASF ED ALTRE AZIENDE PRODUTTORI DI BIO POLIMERI CHE VOGLIONO IMPORRE L'USO E CONSUMO DI QUESTI MATERIALI, SPACCIANDOLI PER ECOLOGICI, NASCONDENDONE IN TUTTI I MODI LA VERITA' SULL'ORIGINE, NATURA E VERA COMPOSIZIONE.

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