Ricordate le tipiche call box londinesi rosse così caratteristiche quando ancora si usavano i telefoni pubblici? Passato, si potrebbe dire, e invece no, sono tornate a far parte del presente. Grazie all’idea di due ex studenti di geografia presso la London School of Economics, Harold Craston e Kirsty Kenny, che hanno ideato SolarBox.

Si tratta di un progetto partito con l’obiettivo di recuperare le oltre 8000 cabine rosse presenti all’interno della città in stato di abbandono e realizzato con un approccio green che ha attinto al mondo delle energie rinnovabili.

Ne è nata un’idea davvero geniale: un pannello solare sul tetto delle cabine permette di captare l’energia necessaria per la ricarica di circa 100 telefoni smartphone al giorno che si effettua, grazie ad un’ampia gamma di prese all’interno della cabina, gratuitamente, a patto di seguire la pubblicità mostrata durante il tempo di ricarica.

Un progetto che unisce il concetto di recupero urbano di strutture così caratteristiche, che sono state per così tanto tempo un simbolo della città di Londra, alla fornitura pubblica di un servizio che fa davvero la differenza in un momento come quello attuale, in cui ci serviamo della tecnologia per qualsiasi aspetto della nostra vita e in cui si assiste al passaggio al digitale di gran parte dei dati e delle informazioni che fanno parte del nostro quotidiano.

Basti pensare che su 7,1 miliardi di persone si contano 6,8 miliardi di abbonamenti collegati ad apparecchi mobili, con un tasso in forte crescita. I dispositivi attuali poi, essendo ricchi di funzioni hanno una durata di carica spesso limitata ed è frequente uscire con “l’ansia da ricarica”, in cerca di una presa a cui collegarsi.

La prima SolarBox è già stata inaugurata davanti alla stazione della metropolitana di Tottenham Court Road, ma molte altre ne appariranno, grazie anche alle 20 mila sterline (quasi 25.500 euro) vinte dai due ideatori al concorso “Mayor of London’s Low Carbon Entrepreneur”.

Una competizione organizzata per promuove le idee innovative da parte degli studenti di Londra in tema di miglioramento della vita urbana, con il fine di ridurre le emissioni di CO2 e i consumi di energia, in vista dell’obiettivo londinese del taglio del 60% delle emissioni, entro il 2025.

6 ottobre 2014
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