Che sia in corso una terribile crisi del fotovoltaico è ormai noto. Che essa dipenda dal crollo dei prezzi di vendita di celle e moduli, a sua volta dovuto a un eccesso di capacità produttiva rispetto alla domanda globale, è noto anch’esso.

Quel che non tutti sanno è a quanto ammonta la reale perdita di valore del fotovoltaico sul mercato. Un ottimo modo per scoprirlo è l’indice mensile di PvXchange, marketplace dedicato al fotovoltaico e ai beni e servizi a esso connessi. Ecco gli ultimi dati, relativi a febbraio 2013:

 width=

La parte più interessante è quella relativa al fotovoltaico cristallino, il più diffuso sul mercato. Facendo un raffronto tra i prezzi di febbraio 2013 con quelli di marzo 2012 si nota che il fotovoltaico cristallino made in Germany ha perso il 23,53% del prezzo, quello made in China il 28,38% e quello giapponese il 18% tondo.

Se, però, confrontiamo i dati del mese scorso con quelli di gennaio 2012 (e quindi consideriamo l’intero anno solare 2012, l’anno del crollo), notiamo come le cose stiano anche peggio: -27,1% per il fotovoltaico cristallino tedesco, -32,9% per quello prodotto in Cina e -21,9% per quello fabbricato in Giappone.

Nel grafico dei prezzi due sono le cose da notare: la prima è che la Germania vende a 78 centesimi al Watt, contro i 53 centesimi della Cina. La seconda è che, negli ultimi due mesi, il prezzo è rimasto perfettamente stabile con una variazione dello 0%. Ciò è dovuto a un’improvvisa impennata della domanda di celle e moduli fotovoltaici proveniente, udite udite, dall’Europa.

Nei primi mesi del 2013, infatti, gli ordini di fotovoltaico sono aumentati. Diverse le spiegazioni possibili, al momento tutte poco più che ipotesi. Sul mercato italiano c’è da mettere il luce che sta per finire il Quinto Conto Energia, quindi è probabile che a cavallo tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 ci sia stata una forte accelerazione per accaparrarsi gli ultimi incentivi al fotovoltaico disponibili.

Allargando lo sguardo all’Europa, invece, è possibile che alcuni grossi importatori abbiano deciso di “fare il carico” di fotovoltaico cinese prima del mese di marzo. Questo perché proprio il primo giorno di questo mese è scattato l’obbligo di tracciamento del fotovoltaico importato dalla Cina che potrebbe portare, tra pochi mesi, all’imposizione di dazi preventivi a causa della disputa antidumping tra Cina e UE.

19 marzo 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Maurizio Ziomaul, martedì 19 marzo 2013 alle22:22 ha scritto: rispondi »

Questo non è un segnale di crisi ma di concorrenza! Ovvero il mercato tira!!! :-) Ciao

Lascia un commento