Pokémon GO, la mania del momento, non trovar alcun freno: sempre più giocatori, infatti, di giorno in giorno scaricano l’applicazione e si lanciano nella ricerca di simpatici animaletti in pixel. Eppure non a tutti il gioco è gradito, in particolare all’associazione PETA: così come specificato con un intervento sul sito ufficiale del gruppo, il videogioco è giudicato diseducativo nei confronti dei diritti degli animali e, per questo, le sedi PETA saranno completamente “Pokémon Free”.

Secondo l’associazione, la cattura degli animaletti virtuali non sarebbe molto dissimile dall’intrappolare esseri davvero viventi. Pokémon GO sarebbe quindi diseducativo, poiché potrebbe tramandare l’idea che gli animali possano essere strappati dal loro habitat, per poi essere rinchiusi in gabbie o altre aree di contenimento. Così si legge sul sito ufficiale:

Catturare Pokémon non è molto diverso dal catturare animali nella natura e chiuderli negli zoo, nei circhi e in altri luoghi dove vengono sfruttati e abusati. […] PETA crede nell’abilità dei giocatori di comprendere come i Pokémon non siano reale, quindi come nessun animale sia a rischio nel gioco. Ma sarebbe meraviglioso se Nintendo potesse far leva sulla passione che le persone hanno per i fittizi Pokémon per aiutare a salvare animali veri in cattività, come le orche e le tigri.

La sede PETA di Los Angeles è stata dichiarata “Safe Pokémon Zone” ed è quindi stato lanciato un hashtag, #GottaFreeEmAll, per sensibilizzare i giocatori sui problemi dei veri animali. Inoltre, è stato realizzato un videogioco-parodia dove agli utenti, anziché catturare Pokémon, è richiesto di liberarli.

L’iniziativa, divenuta rapidamente virale sui social network, ha sollevato risposte tra le più varie, dividendo l’utenza tra chi è a favore di PETA e chi, invece, ritiene il gioco innocuo e non diseducativo. In molti, inoltre, hanno sottolineato come Pokémon GO sia già servito per il salvataggio di diversi animali in difficoltà: grazie al videogioco, infatti, negli ultimi giorni alcuni giocatori hanno scovato cani e criceti in difficoltà in zone normalmente remote e poco trafficate, permettendone il salvataggio. Inoltre, diversi rifugi stanno organizzando degli originali abbinamenti tra il gioco e gli animali in cerca di casa, per sponsorizzare passeggiate e adozioni.

21 luglio 2016
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