Marchionne boccia l’auto elettrica: costa troppo

L’AD della FIAT Sergio Marchionne non ha mai nascosto i propri dubbi sul presente e il futuro dell’auto elettrica. In un intervista al Sole 24 Ore torna sull’argomento, mantenendo toni netti e durissimi:

La struttura finanziaria delle auto elettriche non sta in piedi. Le auto a batterie hanno dei limiti fisici per quanto riguarda le condizioni di esercizio.

E se è vero che verranno lanciate auto elettriche per il mercato USA, questo non ha niente a che fare né con l’efficacia della tecnologia, né con le strategie del marchio per l’Europa:

L’anno prossimo lanceremo la 500 elettrica sul mercato americano, e perderemo 10mila dollari ogni auto prodotta e venduta lì. Figuratevi se dovessimo esportarla verso l’Europa.

Negli Usa ci sono degli incentivi legati allo sviluppo di veicoli a emissioni zero [ed, inoltre], la 500 elettrica ci serve a sviluppare tutte quelle tecnologie che utilizzeremo sui modelli a propulsione ibrida.

Insomma, l’auto elettrica verrà commercializzata laddove gli incentivi statali sono più forti, ma solo come strumento per lo sviluppo di nuove tecnologie. e a chi fa notare che la Renault, al contrario, sta puntando tantissimo sul settore dell’auto elettrica, Marchionne risponde:

Ognuno fa le sue scelte strategiche. Spero che il mio amico Carlos Ghosn abbia altri fondi da investire in tecnologie alternative. Ma si ricordi che la scelta di Renault deriva anche dall’ampia disponibilità in Francia di energia elettrica prodotta da centrali nucleari, che non c’è né in Italia né in America.

A proposito di nucleare, l’AD entra in scivolata pure sull’argomento Fukushima. Se, come pare all’orizzonte, quest’ultimo frenerà la costruzione di nuove centrali, lo stesso futuro delle auto a batteria potrebbe essere poco roseo:

Non sono così categorico, è soprattutto un problema di costi. Se non riusciamo a gestirlo in maniera intelligente, credo comunque che il futuro dell’auto elettrica sia in dubbio.

Si tratta certamente di dichiarazioni molto forti, nello stile mai troppo compassato cui ci ha abituato il manager FIAT; lasciamo a voi lettori l’ultima parola, sulla correttezza delle sue valutazioni.

31 marzo 2011
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