La storia delle renne di Babbo Natale

Il giorno di Natale è una gran festa per famiglie e bambini: ci si sveglia di buon ora e si corre in direzione dell’albero decorato e del camino, per scoprire cosa Babbo Natale abbia portato in dono. Ma che sarebbe l’arzillo vecchietto dal mantello rosso senza le sue fidate renne?

La renna è un parente lontano del cervo che vive nelle zone artiche e subartiche del globo, quali appunto la Lapponia, dove Babbo Natale risiede. Da secoli accuditi ed elogiati nella letteratura nordica, attorno a questi animali è spesso associata una simbologia mistica ed eroica. Ma da dove nasce la leggenda del loro ruolo come aiutanti di Santa Claus?

La Leggenda delle Renne di Babbo Natale

Il tutto nasce da una poesia di Clement C. Moore del 1823, intitolata “A Visit From St. Nicholas”. È proprio in questo canto natalizio che si ritrova per la prima volta la figura del moderno Babbo Natale: un vecchietto panzuto seduto sulla sua slitta ricca di doni, trainata inizialmente da otto renne. Ed è proprio quest’opera che battezza per la prima volta gli animali dalle imponenti corna con dei nomi propri, di cui si tratterà tra breve. Sebbene la leggenda popolare su questo generoso uomo della Lapponia sia tramandata da secoli è secoli, è solo nell’ottocento che viene standardizzata per il grande pubblico sulla base dei trascorsi di San Nicola. Santo tutt’oggi venerato e ancora associato all’arrivo dei doni nel Nord Europa e in alcune zone del Sud Italia, il 6 dicembre di ogni anno.

I Nomi delle Renne di Babbo Natale

A oggi, le renne di Babbo Natale sono nove: le otto originali più un simpatico nuovo acquisto. Ognuna di esse ha un preciso carattere e una storia affascinante, riassunta qui di seguito:

  • Dasher: la storia la descrive come una renna coraggiosa e singolare, perché nata con lunghi denti da castoro, che ama limare con tante carote;
  • Dancer (anche Dazzle): è la renna ballerina del gruppo, tanto che i suoi zoccoli sono diventanti negli anni delle scarpe da ballerina rosa;
  • Prancer: la renna timida del branco, è stata salvata dallo stesso Babbo Natale mentre si nascondeva impaurita dietro un cespuglio;
  • Vixen e Dixen (anche Blixen): sono le prime due renne che Santa Claus decise di adottare e di portare con sé nella notte più magica dell’anno. La loro peculiarità è un manto totalmente dorato;
  • Comet: la più veloce fra tutte, il suo nome proviene dalla striatura che appare in cielo durante il suo passaggio, proprio come la coda di una cometa;
  • Cupid: una renna docile e dal pelo lunghissimo, è conosciuta per la sua capacità di portare amore al suo passaggio. E, proprio come Cupido, può far innamorare grandi e piccini;
  • Donner: la renna urlatrice, pian piano diventata cantante. Babbo Natale pare l’abbia scoperta per caso nel bosco, sentendola canticchiare felice tra una brucata e l’altra;
  • Rudolph: non presente nel racconto originale, Rudolph è l’ultimo degli acquisti di Santa Claus. Il suo naso è grande e rosso, si illumina come una lampadina e, anziché vivere in Lapponia con le sue compagne di lavoro, la renna ama trascorrere il resto dell’anno a esplorare il Polo Nord.

Le renne di Babbo Natale non sono solo un prodotto della fantasia e della tradizione popolare, ma anche un branco in carne e ossa. Per conoscere e osservale nelle loro attività quotidiane, però, serve un viaggio in Finlandia, al Santa Claus Village di Rovaniemi, vicino al Circolo Polare Articolo. In alternativa, si può cercare di scrutarle attraverso la webcam ufficiale di Babbo Natale, attiva 24 ore su 24 in streaming dalla Lapponia.

25 dicembre 2012
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