Al Festival dell’Energia di Roma abbiamo avuto occasione di intervistare Francesco Starace, amministratore delegato di Enel Green Power (EGP), la società del gruppo Enel operante a livello mondiale nel settore delle energie rinnovabili. Con Starace abbiamo parlato dell’importanza di EGP negli asset di Enel, del futuro degli incentivi al fotovoltaico e di mobilità elettrica. Ecco le domande che gli abbiamo rivolto:

Enel Green Power è diventata il fiore all’occhiello del gruppo Enel. Che peso avrà in futuro nelle strategie del gruppo e che peso avranno le rinnovabili?

Il gruppo ha diversi fiori all’occhiello, siamo forse quello di cui si parla di più, però siamo parte integrante della strategia del gruppo in quanto nessuna grande società energetica mondiale può prescindere dalle rinnovabili. Enel ha deciso di fare di Enel Green Power la società che ha questa missione: la crescita e la gestione dell’energia rinnovabile. Quindi ha concentrato in Enel Green Power tutte le iniziative in questo campo. È chiaro che nel momento in cui, in giro per il mondo, sia in Europa, sia altrove, le rinnovabili hanno un ruolo molto importante nel soddisfare una crescente domanda di energia, diventa importante il nostro ruolo. La risposta alla sua domanda dunque è: siamo così tanto importanti nella stessa misura in cui le rinnovabili sono importanti nel mondo. In questo momento, e credo ancora per molto, il nostro ruolo sarà di primo piano.

Che cosa si aspetta dal nuovo governo e dai due ministri più importanti per le rinnovabili, cioè Zanonato e Orlando?

Mi aspetto che quello che il governo precedente ha fatto con la SEN (Strategia Energetica Nazionale), che ha dato un indirizzo e, in qualche modo, ha razionalizzato un ceto dibattito che magari c’è stato, ma era un po’ destrututturato intorno all’energia in Italia, venga preso in considerazione, e ne venga tenuto conto in futuro. Mi pare che così sta succedendo. Naturalmente ogni ministro interpreta le cose nella sua visione, però non mi pare di vedere grandi stravolgimenti, ma un buon percorso di omogeneizzazione di certe logiche e di razionalizzazione in campo energetico, cosa di cui c’è bisogno.

Dopo la fine del Quinto Conto Energia il tema incentivi per il fotovoltaico sembra definitivamente concluso. Si parla di possibili forme di incentivazione per i sistemi di accumulo, cosa che in Germania si sta già sperimentando. Che cosa ne pensa?

In Germania è partito un progetto pilota, abbastanza ridotto, che però è interessante da osservare perché dimostra, probabilmente, che questa logica di integrazione tra accumulo e generazione distribuita, in questo caso fotovoltaico, che è quella che ha preso più piede, ha una sua bella logica. Credo che in Italia ci sia forse ancor di più questa logica perché gli sbalzi e le differenze tra notte e giorno sono più marcate che in Germania, oltre al fatto che il prelievo fiscale in Italia è maggiore che in Germania e di conseguenza, fiscalmente, potrebbe convenire di più. In Italia c’è dunque una bella possibilità. Credo inoltre che la diffusione di sistemi di accumulo in maniera capillare aiuti un po’ anche il sistema, se gestiti in maniera integrata con una Rete intelligente. Questo in Italia è possibile, forse più che in Germania. Gli incentivi ai sistemi di accumulo potrebbero essere un’ottima idea.

Parliamo infine di mobilità elettrica. Enel Green Power ha delle offerte per quanto riguarda biciclette a pedalata assistita e scooter elettrici. Per quanto riguarda invece le auto elettriche avete in programma delle nuove offerte, per esempio l’affitto di batterie?

Mentre sulle biciclette e i motorini il costume è che si possano comprare un po’ dappertutto, tutti noi sappiamo che le macchine si comprano dal concessionario e quindi questo tipo di cultura rimane forte, è chiaro quindi che l’acquisto dell’auto elettrica segue una traiettoria diversa. Vediamo che molti produttori ormai hanno imboccato questa via, è una questione di tempo ma le auto elettriche si diffonderanno. Di conseguenza noi ci stiamo preparando più lato infrastrutture di ricarica e network, cioè rinforzo delle reti per permettere una ricarica veloce delle auto. Sulle biciclette e sui motorini la diffusione è superiore alle aspettative, piacciono molto, e non vedo perché la stessa cosa non avvenga anche per le auto elettriche, però ci vorrà uno sforzo da parte dei costruttori di automobili perché le elettriche si affermino.

27 maggio 2013
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