Insetti più pericolosi in estate: quali sono

L’estate rappresenta il momento dell’anno ideale per vivere all’aria aperta, ma spesso vi sono ospiti sgraditi con cui fare i conti: gli insetti. Si tratti di un’escursione in montagna, di un pomeriggio al mare o di una semplice giornata di relax sul terrazzo di casa, liberarsi dalla presenza di questi fastidiosi esseri è pressoché impossibile. Ma quali sono gli insetti più pericolosi, da conoscere e identificare?

Di seguito, una breve lista degli insetti potenzialmente pericolosi con cui si può entrare in contatto durante l’estate. La lista non è esaustiva, poiché comprende gli esemplari più diffusi e comuni, e la loro azione non deve essere sottovalutata. In caso di soggetti allergici o ipersensibili, di conseguenza, è necessario chiedere il parere al proprio medico per attuare tutte le misure preventive del caso.

Zanzare e pappataci

Zanzara

Praticamente ubiquitari nella bella stagione, gli insetti svolazzanti come zanzare e pappataci sono di difficile eliminazione in estate. Per quanto nella maggior parte dei casi il loro morso non porterà a gravi conseguenze, se non gonfiore e fastidioso prurito, va comunque tenuto presente come possano trasferire agenti patogeni con la loro azione.

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Per quanto riguarda le zanzare, sono le femmine a pungere, poiché necessitano del sangue per alimentarsi, riprodursi e deporre le uova. Seppur in Italia la presenza di esemplari patogeni non sia molto diffusa, negli ultimi tempi è aumentato l’allarme per la febbre dovuta al virus West Nile. Vi sono stati anche casi di Chikungunya e Dengue sullo Stivale, mentre nel resto del mondo le infezioni più pericolose sono quelle da malaria e Zika. Le specie più pericolose sono sostanzialmente due: la Aedes Aegypti e Aedes Albopticus.

I pappataci, più piccoli e silenziosi rispetto alle zanzare, sono nella maggior parte dei casi innocui, ma si deve ricordare come siano il principale veicolo per la trasmissione della leishmaniosi. Colpiti soprattutto i cani, ma anche l’uomo ne può essere soggetto.

Vespe e calabroni

Vespa

Vespe e calabroni sono di certo fra gli insetti volanti più temuti, poiché la loro puntura può essere anche particolarmente dolorosa, causando gonfiore, rossore, prurito e, seppur non frequentemente, anche febbre e malessere. Mediamente aggressivi, poiché non perdono il pungiglione dopo l’attacco, il maggior rischio è legato alla possibilità di sviluppare serie reazioni allergiche, che richiedono un intervento medico immediato: per i soggetti sensibili al loro veleno, infatti, si può verificare anche uno shock anafilattico che, se non trattato tempestivamente, può portare anche al decesso.

Non vanno mai confusi con le api, inoltre, queste ultime delle risorse irrinunciabili per la biodiversità e l’impollinazione. Le api sono solitamente più scure e tozze, hanno un corpo ricoperto di lieve peluria e non sono solite attaccare l’uomo. Il loro pungiglione è infatti uncinato e, dopo essersi conficcato nella pelle, viene strappato dall’addome dell’insetto causandone la morte.

Ragni

Malmignatta

Non appartengono alla famiglia degli insetti, bensì in quella degli aracnidi, e sono solitamente molto temuti. Sebbene l’aracnofobia sia una paura decisamente diffusa fra le persone, vale però la pena sottolineare come siano sostanzialmente due le specie che possono rappresentare un rischio in Italia, seppur remoto.

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La prima è quella della Latrodectus tredecimguttatus, ovvero della malmignatta, un ragno di piccole dimensioni con il dorso ricoperto di macchie rosse. Schivo e riservato, è un lontano parente della vedova nera: il suo morso può causare febbre, nausea, crampi, vertigini e, sebbene eventualità poco frequente, può condurre anche alla morte. Il ragno vive solitamente in aperta campagna, dove ama rifugiarsi fra le pietre, e non è solito attaccare se non si sente minacciato. Prima di sedersi o poggiarsi su muretti o massi, di conseguenza, è bene controllarne a fondo la superficie. La seconda è quella del Loxosceles rufescens, ovvero il ragno violino. Presente praticamente su tutto il territorio italiano, è un esemplare di piccole dimensioni e dal corpo abbastanza esile, caratterizzato da una macchia a forma di violino sul dorso. Il morso può causare gonfiore, dolore, nausea e febbre e, nei casi più gravi, causare anche una necrosi locale dei tessuti. È presente sia all’esterno che all’interno delle case: il morso è molto raro, perché questo ragno teme l’uomo, e di solito avviene per incidenti domestici. L’aracnide può infatti nascondersi fra i tessuti o nelle scarpe: bene quindi sbattere i vestiti prima di indossarli, controllare l’interno delle calzature e verificare le lenzuola prima di coricarsi.

Processionaria e zecche

Processionaria del pino

La processionaria è uno degli incontri più frequenti, e più fastidiosi, durante la bella stagione. Si tratta di un bruco ricoperto di peluria, che di primo acchito appare innocuo, in realtà estremamente urticante: causa rossore, prurito, gonfiore e varie problematiche dermatologiche. La si riconosce facilmente perché gli esemplari si spostano in fila indiana, uno dietro l’altro, ricreando appunto una processione. Le processionarie molto dannose per gli animali domestici, inoltre: i cani, in particolare, possono subire gravi danni leccandole o ingoiandole.

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La zecca è invece in grado di fissarsi saldamente alla pelle, per succhiare di continuo sangue, fino a gonfiarsi. Il morso spesso passa inosservato, perché non doloroso, mentre a livello cutaneo si può percepire prurito, fastidio o lieve gonfiore. L’esemplare può però trasmettere infezioni anche gravi, come la malattia di Lyme, e su questo fronte bisogna prestare particolare attenzione alla rimozione. La probabilità di trasmissione aumenta in caso di rigurgito, ovvero quando la zecca viene schiacciata e il sangue contenuto nel suo addome spinto all’interno della cute umana. Per estrarre la zecca si consigliano quindi appositi strumenti che permettono di immobilizzare l’insetto senza premere sul suo corpo, o l’aiuto del medico.

5 agosto 2018
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