Tutti voi conoscerete di certo i GAS, ovvero i Gruppi di Acquisto Solidale. Si tratta di una pratica che prevede la creazione di un gruppo di consumatori che si rifornisce direttamente dai produttori (soprattutto contadini ed allevatori), saltando la catena degli intermediari e permettendo a tutti di ottenere prodotti di qualità a prezzi contenuti. Insomma, un’applicazione di quei principi di cooperatività, sussidiarietà e di valorizzazione del Km 0 che molti movimenti ambientalisti stanno promuovendo da anni.

Meno noti sono i GAF, ovvero i Gruppi di Acquisto Fotovoltaico. Si tratta di mini organizzazioni di privati che decidono di associarsi per acquistare dei pannelli, condividendo in primis le spese e poi i guadagni. Un modo per rendere il fotovoltaico a portata di tutti, anche di chi per questioni economiche o di spazio non potrebbe alle condizioni normali. Ma anche e soprattutto è un modo per aiutare i meno esperti di questioni burocratiche ad approfittare degli incentivi del Conto Energia e trovare le offerte più vantaggiose nella giungla delle marche di pannelli solari che il mercato offre.

Infatti, l’obiettivo primario dei GAF è quello di fornire assistenza nella progettazione dell’impianto fotovoltaico, nella scelta dei materiali e nello svolgimento della pratiche burocratiche.

Diverse sono le iniziative attive nel nostro paese per diffondere quest’idea. A partire da Il Sole per Tutti, animato da Legambiente fino all’ottimo portale Sole in Rete, che funge da collegamento per tutti i GAF esistenti sul territorio italiano.

Per chi volesse aderire, su internet si trovano vari form da completare o indirizzi a cui rivolgersi. Per quanto riguarda Sole in rete trovate tutto quanto occorre per aderire a questo link; un’alternativa, fra le tante, potrebbe invece Energia Arcobaleno. Gli interessati a quest’ultimo GAF possono trovare maggiori informazioni a questo link.

Riteniamo che pratiche come queste siano particolarmente lodevoli. Non solo per il fotovoltaico in sé, ma perché diffondono una cultura del fare assieme, della condivisione e della rete che può essere da spunto per nuovi modelli di sviluppo, più eco-compatibili e, perché no, più umani.

26 gennaio 2012
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