Che il fracking causi i terremoti lo sospettano gli ambientalisti e qualche geologo da alcuni anni. Adesso però arriva la conferma scientifica dal Texas, probabilmente la “patria” dello shale gas. Alcuni ricercatori della Southern Methodist University hanno appena pubblicato l’articolo “Analysis of the Cleburne, Texas, Earthquake Sequence from June 2009 to June 2010″ sul Bulletin of the Seismological Society of America. Nell’articolo i ricercatori dimostrano come nell’area normalmente non sismica di Cleburne, le operazioni nei pressi dei pozzi destinati al fracking abbiano comportato dei terremoti più grandi in grado persino di danneggiare le abitazioni del circondario.

I ricercatori hanno analizzato un campione decisamente ampio: ben 50 terremoti che hanno colpito l’area di Cleburne in Texas tra il 2009 e il 2010. Studi come questo della Southern Methodist University non sono isolati, tempo fa anche ricercatori della US Geological Survey hanno dimostrato come l’iniezione di acqua nel terreno per estrarre gas possa provocare micro-terremoti. Questi ultimi, spesso sottovalutati dai cosiddetti “esperti”, per molti potrebbero in realtà essere la causa scatenante dei grandi terremoti.

Oltre alle ricerche accademiche una prova tangibile della pericolosità del fracking dello shale gas è la Contea di Johnson, in Texas, zona storicamente non sismica, dove negli ultimi mesi si sono verificati diversi terremoti, nelle ultime 3 settimane ben 16 casi. Gli abitanti raccontano di sentire le loro case gemere, e in alcuni casi vedono persino aprirsi delle crepe nei muri e nei pavimenti.

Proprio a causa di questa situazione, nel luglio scorso un gruppo di famiglie della Johnson County ha deciso di fare causa alle compagnie responsabili (EOG Resources, Enterprise Crude Oil, Royal Dutch Shell e Sunoco Logistics) per i danni alle loro case. È stato così nominato un panel di esperti che ha spiegato come non sono tanto le esplosioni a causare i terremoti, quanto l’iniezione di acque reflue che servono per distruggere le rocce dalle quali poi si ricava il gas. Visto il boom dello shale gas americano, le cause avviate nella Johnson County sono destinate ad allargarsi negli States?

10 dicembre 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
I vostri commenti
Chiara, giovedì 12 dicembre 2013 alle13:03 ha scritto: rispondi »

Caro Angelo, vivo a 500 km dalla bassa da 7 anni, ma la mia famiglia è ancora lì. Inoltrerò questo articolo ai comuni interessati perchè denuncino le compagnie di estrazione come stanno facendo oltreoceano. Purtroppo quei colossi sentono solo l'eco dei soldi e se vincessimo la causa, costringendoli a sborsare dei quattrini allora forseci ascolterebbero...

Silvano Ghezzo, mercoledì 11 dicembre 2013 alle23:46 ha scritto: rispondi »

Carissimo Angelo, hai pienamente ragione, ma purtroppo la "laurea" oggi molto in voga è quella del miope guadagno a scapito di tutto il resto.

Angelo, mercoledì 11 dicembre 2013 alle9:12 ha scritto: rispondi »

Ne sappiamo purtroppo qualcosa qui nella bassa modenese ! Non ci vogliono ingegneri, geologi, speleologi, architetti, ricercatori a vario titolo ecc. per capire ! Basta solo una laurea di cui pochissimi uomini della strada purtroppo dispongono , quella del ... buon sensooooo... ! ! ! !

Lascia un commento