Il fotovoltaico conviene anche in assenza di incentivi. A sostenerlo è l’Energy end Strategy Group del Politecnico di Milano, secondo il quale investire nell’energia solare è comunque un buon affare, a prescindere dal livello delle tariffe incentivanti. Più che di grid parity, ovvero di equivalenza di costo tra l’energia fotovoltaica e quella proveniente da fonti convenzionali, i ricercatori milanesi preferiscono parlare di convenienza dell’investimento.

Spiega infatti Davide Chiaroni, vicedirettore del gruppo:

In realtà, il concetto di grid parity nella pratica assume più il significato di una misura di investimento, dal momento che include una vasta gamma di variabili, come l’incostanza della produzione di energia da parte di un impianto fotovoltaico. E i numeri cominciano a essere ragionevoli.

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In particolare, per un privato che installa un impianto fotovoltaico il rendimento sarebbe dell’8% nelle regioni del Sud Italia e del 6% al Nord. Se si considera invece un impianto di taglia più grande, da 400 kW di potenza, con il 100% di autoconsumo e un costo di 1.300 euro al kW, il rendimento sale addirittura al 13% al Sud e all’8% al Nord.

Cifre di tutto rispetto che, a prescindere dagli incentivi, dimostrano la convenienza degli investimenti nel fotovoltaico. La cosa importante, però, è garantire che gli impianti installati lavorino sempre alla massima efficienza possibile.

A rendere sempre più un buon affare l’installazione dei pannelli solari sono stati, oltre alle politiche di incentivazione, l’aumento delle richieste e il calo dei prezzi. Non è un caso che, secondo le previsioni degli addetti ai lavori, alla fine del 2012 la quota del fabbisogno energetico italiano coperto dal fotovoltaico dovrebbe raggiungere l’8%.

26 ottobre 2012
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