Pioggia di critiche nei confronti del governo dalle associazioni che producono energia dal sole. Oggetto del contendere l’ultima, l’ennesima, modifica degli incentivi al fotovoltaico a terra sui terreni ad uso agricolo. Una modifica apportata al decreto sulle liberalizzazioni nella notte tra il 24 e il 25 gennaio.

Apparentemente il testo presentato alla stampa il 24 e quello pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno dopo sono identici, ma nel famoso articolo 65 si cancella il comma 6 dell’articolo 10 del decreto sulle rinnovabili n.28 del 2011. Quel comma, in pratica, dava un anno di tempo dall’entrata in vigore del decreto per ottenere gli incentivi a chi aveva già costruito gli impianti fotovoltaici agricoli di potenza superiore a 1 MW, purché avesse già avviato la pratica.

Un anno che, all’epoca dell’uscita del decreto 28/2011, era stato visto come una sanatoria ma che sarebbe comunque scaduto il 3 marzo 2012. Con la nuova formulazione, invece, il taglio degli incentivi è già in vigore anche per gli impianti in fase di autorizzazione. Il governo Monti, in pratica, ha tolto 40 giorni di tempo a questi impianti, lasciandone molti senza incentivi, mentre tutti gli impianti sotto il MW (ma con determinate caratteristiche previste dai commi 4 e 5 dello stesso decreto 28/2011, a loro volta cancellati dal decreto liberalizzazioni) hanno ancora un anno di tempo per accedere agli incentivi.

Le associazioni criticano fortemente questa decisione. In una nota congiunta ANIE/GIFI, APER, Assosolare e Asso Energie Future affermano:

L’abrogazione di questa norma transitoria getta nel panico i produttori i quali, avendo già sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti, a meno di due mesi dalla scadenza dell’anno di tempo concesso dal DLgs 3 marzo 2011 n.28, non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio

Da un giorno all’altro, quindi, i titolari degli impianti superiori al MW si trovano senza incentivi dopo aver già sopportato un 2011 caratterizzato da tanti di quei cambiamenti sulle tariffe incentivanti che è quasi difficile ricordarli tutti.

Ma quello “notturno” del governo Monti potrebbe non essere neanche l’ultimo dei cambiamenti: le associazioni, infatti, fanno appello al Parlamento affinchè in sede di conversione del decreto venga abolita definitivamente la nuova norma antifotovoltaico.

Al momento, quindi, è tutto ancora in bilico e non c’è alcuna certezza sugli incentivi al fotovoltaico agricolo. L’unica cosa certa è che nella migliore delle ipotesi restano cinque settimane per ottenere gli incentivi ai grandi parchi solari, ma solo se interviene il Parlamento che, non va dimenticato, sta discutendo in questi giorni gli emendamenti al decreto Milleproroghe.

E tra questi emendamenti ce ne sono due dedicati proprio al fotovoltaico agricolo. Con questo clima di incertezza, a questo punto, è difficile fare previsioni persino sul destino dei parchi su suolo agricolo sotto il MW di potenza: ufficialmente hanno un anno di tempo per ottenere gli incentivi, ma non è detto che in futuro non venga emanato un decreto retroattivo anche per loro.

26 gennaio 2012
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