L’erba cipollina è una pianta aromatica ben diffusa nella cucina mediterranea, spesso coltivata e tagliata al bisogno, per mantenerne sapore e freschezza nei piatti. Sottolinea delicatamente il sapore delle pietanze a cui è accompagnata, dalle verdure alla carne, nonché è spesso protagonista di gustosi involtini. Ma come coltivarla efficacemente in orto oppure in vaso?

Per quanto sia ben diffusa in tutta Italia, l’erba cipollina necessita di un clima non eccessivamente caldo, ma nemmeno altrettanto freddo. Per questo, prima di procedere alla coltivazione, può essere utile chiedere consiglio al proprio fornitore di semenze di fiducia, così da vagliare al meglio le possibilità di crescita della propria zona di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare l’erba cipollina

L’Allium schoenoprasum è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Liliaceae o, nella classificazione APG, delle Amaryllidaceae. Conosciuta già ai tempi di Romani e Greci, poiché varietà dall’intenso profumo che lontanamente ricorda l’aglio, la pianta si caratterizza per un altezza variabile ma comunque contenuta, fra i 15 e i 50 centimetri, quindi per il tipico e piccolo bulbo sotterraneo, da cui nascono fusti estesi di foglie affusolate, solcati sulla cima da fiori violacei. L’uso tipico è quello in cucina, ma la pianta esprime anche alcune proprietà terapeutiche sfruttate in erboristeria.

Il clima preferito è quello mediamente fresco, non a caso la pianta può essere molto frequente in montagna, anche se regge in modo discreto anche i tepori tardo-primaverili ed estivi data la sua natura rustica. Per questo, la sua coltivazione in terra piena avviene tra la fine dell’inverno e poi per tutta la primavera, ma non è inusuale anche una moltiplicazione autunnale.

Il terreno ideale è quello morbido, ben drenato, di media fertilizzazione, sia con concime organico che con compost. Gradisce una buona esposizione al sole anche se, nelle zone dello Stivale dalle temperature più elevate, può essere necessaria anche una posizione in penombra oppure la predisposizione di adeguati ripari per le ore più calde della giornata.

Le richieste d’acqua sono abbastanza importanti e, naturalmente, dipendono sia dal periodo dell’anno che dal luogo di coltivazione. In primavera e autunno possono essere sufficienti i fenomeni temporaleschi, affinché il terreno rimanga inumidito per un paio di volte la settimana. In estate, invece, è possibile procedere anche a cadenza quotidiana, purché il terriccio sia unicamente umido: i ristagni, infatti, portano al rapidissimo decadimento del vegetale.

L’erba cipollina è solitamente pronta tra le 10 e le 15 settimane dalla semina e, di norma, non viene raccolta in una sola tornata ma tagliata a seconda delle necessità. Questo perché, una volta estratta dal terreno, tende a perdere rapidamente il suo intenso e fresco aroma. Nelle grandi cucine, di conseguenza, non è raro vedere piccole coltivazioni in vaso proprio per garantire un utilizzo immediato, affinché il gusto venga pienamente preservato.

Coltivazione in vaso e in orto

L’erba cipollina garantisce buoni risultati di crescita sia in orto che in vaso, poiché la sua natura rustica ne permette una buona adattabilità, fatta eccezione per i climi troppo rigidi sia sull’estremo del caldo che del freddo.

Qualora si scegliesse il vaso, la predisposizione del contenitore sarà molto importante: sul fondo andrà previsto un letto di ghiaia e cocci, ma anche palline di argilla, per favorire il rapido deflusso dell’acqua. Quindi si dovrà riempire con un terriccio morbido, drenato, arricchito con compost e possibilmente ben arieggiato. Per raggiungere questo obiettivo, è utile smuovere adeguatamente il terreno prima della semina. In giardino, invece, si potrà ricorrere a una blanda vangatura.

L’erba cipollina si coltiva normalmente a partire dai semi, sia direttamente in dimora che tramite semenzaio, dalla fine di febbraio. Questa avviene a spaglio, con un successivo diradamento allo spuntare dei germogli, qualora lo si ritenga necessario. In autunno, invece, si dividono i cespi. Come già accennato, l’inizio della raccolta avviene tra le 10 e le 15 settimane dalla semina o, in alternativa, quando il fusto avrà raggiunto un’altezza sufficiente per il consumo. Il raccolto avviene a taglio, recidendo l’esemplare a pochissima distanza dal terreno.

Tra le pratiche di manutenzione, la previsione di un riparo per i momenti più torridi della giornata in estate, la rimozione di erbacce e, di tanto in tanto, una nuova fertilizzazione del terreno.

13 giugno 2015
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